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BELLUNO
A Tisoi e nelle frazioni servite dalla linea Lilla la pazienza è finita. Mercoledì il bus delle 6.17, quello dei lavoratori, non è passato. Nessun avviso, nessuna spiegazione e nemmeno un numero da chiamare. Chi doveva timbrare si è arrangiato: passaggi di fortuna, parenti svegliati all’alba o corse disperate al freddo. I cittadini parlano chiaro: «paghiamo un abbonamento e abbiamo un disservizio». Oltre mille firme chiedono orari certi, ma Dolomitibus risponde che non ci sono abbastanza utenti, lasciando anziani «prigionieri» e lavoratori allo sbando. Una sola corsa saltata? No, l’ennesima goccia. E la domanda rimbalza da Tisoi a Bolzano Bellunese: cosa ci stanno a fare i politici se non pretendono un servizio che funzioni?
E NON POTEVA CERTO MANCARE LA GIUSTIFICAZIONE AZIENDALE… COME DA PRASSI
«La corsa delle 6.17 mercoledì mattina è stata effettuata in ritardo», fa sapere infatti l’azienda di trasporto pubblico locale, «a causa di un guasto al mezzo e alla difficoltà di partenza del mezzo di scorta per le temperature gelide di mercoledì mattina». La corsa, dice ancora Dolomitibus, è stata effettuata «con 20 minuti di ritardo», non appena si è riusciti a far arrivare a Tisoi un autobus.
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