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di mirko mezzacasa
Il presidente dell’Unione Montana richiama la Regione agli impegni assunti sulla sicurezza della strada. Dal vertice del 18 marzo sono trascorsi 124 giorni: «Servono 100 milioni, non nuove promesse»
AGORDINO – «Se la 203 Agordina è davvero una priorità per la sicurezza, perché non si dà seguito agli impegni di finanziamento, mentre per il post Olimpiadi si trovano rapidamente nuove risorse?». A porre la domanda tramite il Corriere delle Alpi è Paolo Frena, sindaco di Colle Santa Lucia e presidente dell’Unione Montana Agordina, che torna a chiedere risposte concrete per la principale arteria di collegamento della vallata. Il riferimento è all’incontro del 18 marzo scorso a Venezia, quando i sindaci dell’Agordino avevano incontrato la Regione e l’assessore Elisa De Berti. In quella sede la sicurezza della regionale 203 Agordina era stata indicata come una priorità e sul tavolo erano stati messi dieci interventi tra Sedico e Caprile, per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Da allora sono trascorsi 124 giorni come ricorda il sito di radiopiu con un conteggio iniziato oltre 120 giorni fa. La promessa, però, non si è ancora trasformata in un finanziamento definito, accompagnato da tempi, progetti e cantieri. «Ben vengano i lavori di Veneto Strade da 17 milioni di euro – sottolinea Frena – ma si tratta ancora di interventi legati ai danni provocati da Vaia. La necessità indicata dai sindaci è invece di 100 milioni di euro. Quindi basta con i Giochi: adesso tocca all’Agordino».
Frena precisa di farsi portavoce anche di numerosi amministratori della vallata. Il problema, infatti, non riguarda soltanto una singola amministrazione, ma un intero territorio che dipende dalla 203 per il lavoro, i servizi sanitari, le scuole, il turismo e i collegamenti quotidiani con la Valbelluna. Il punto politico è ormai evidente: riconoscere la priorità della strada non basta. Una priorità senza risorse certe rischia di rimanere soltanto una dichiarazione d’intenti. E più passano le settimane, più aumenta la distanza tra gli annunci e ciò che gli abitanti vedono concretamente lungo la strada. I 17 milioni già destinati ai cantieri rappresentano certamente un intervento importante, ma non possono essere confusi con il piano strutturale richiesto dai sindaci. Sistemare le conseguenze di Vaia è necessario; mettere finalmente in sicurezza l’intero asse tra Sedico e Caprile è un’altra cosa. Dopo quattro mesi, l’Agordino non chiede nuove rassicurazioni, ma un cronoprogramma preciso: quali opere saranno finanziate, con quali risorse e in quali tempi. Perché una promessa fatta al territorio deve essere mantenuta, soprattutto quando riguarda la sicurezza di migliaia di persone
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