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• LO SCIATORE-POLIZIOTTO CHE IL MONDO NON HA POTUTO VEDERE
di GIOVANNI PIETRO CROSATO
Nel 1956 avviene in Italia quell’evento che avrà certamente delle ripercussioni in tutto il comparto della montagna e dei suoi sport invernali, ovvero i Giochi olimpici invernali, noti anche come Cortina 1956, che si svolsero nella citata località bellunese dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956. Questi, tra l’altro, furono la prima manifestazione olimpica tenutasi in una città italiana in quanto solo poi seguiranno a ruota le celeberrime Olimpiadi di Roma del 1960. Oggi, però, non vorrei andare a fare un discorso su quei giochi, e su tutto quello che attiene alla manifestazione, e nemmeno quella Olimpiade invernale odierna, ma andare a rendere omaggio ad un atleta che in quei giochi lontani non poté partecipare. Mi riferisco alla Guardia (ora rivestirebbe la qualifica di Agente) del Corpo delle Guardie di P.S. (ora Polizia di Stato) Moschitz Giuseppe. Il giovane ventunenne friulano, essendo nato a Camporosso che è una frazione del Comune di Tarvisio (UD) il 4 marzo del 1933, era infatti nella rosa dei possibili candidati alla partecipazione di quella Olimpiade cortinese.
• IL TALENTO FRIULANO CHE L’ITALIA ASPETTAVA A CORTINA ’56
Anche Camporosso, sua città natale, è una notissima località turistica dotata di diversi impianti di risalita per cui si può certamente dire che il nostro c’era nato con gli sci ai piedi e con quella passione per le gare. Arruolatisi nella Polizia era in servizio presso la Questura di Trento ed aggregato come istruttore di sci presso la Scuola Alpina della Polizia di Moena, assegnato al neonato nel 1954, Gruppo Sportivo Fiamme Oro. Nella Scuola di polizia Moena svolgeva il suo compito come istruttore di sci per i colleghi del soccorso. I suoi sci ai piedi erano lunghi e rigidi, ben lontani parenti di quelli moderni e fatti con materiali super tecnici. Ma dove non arrivava la tecnica arrivava l’uomo e la sua bravura. E arriviamo ora a quella purtroppo tragica data del 15 gennaio del 1954. Il 15 gennaio 1954 partecipava, come rappresentante delle Guardie di Pubblica Sicurezza, ai Campionati Nazionali Militari di Sci in corso a Folgaria (TN). Affrontando una discesa, definita dalle cronache dell’epoca come “difficilissima”, uscì di pista scontrandosi violentemente contro un larice ai margini del percorso e procurandosi ferite mortali. Quella gara era valida per le qualificazioni ai Giochi Olimpici Invernali cortinesi e, senza ombra di dubbio, se fosse riuscito a vincere non solo sarebbe entrato a far parte della Nazionale di sci alpino, ma avrebbe ottenuto quella tanto agognata convocazione olimpica. Terminavano però, purtroppo, contro un larice quei sogni di un ragazzo con tanto talento, bravo nella discesa ma molto apprezzato anche nello slalom, speciale e gigante. Lui era senza alcun dubbio una delle speranze dello sci alpino italiano anche in vista delle Olimpiadi.
• MOENA LO RICORDA, L’ITALIA NON LO DIMENTICHI
Per onorarne la memoria, la Polizia di Stato gli ha intitolato il “Centro Addestramento Alpino del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza” situato a Moena (TN). Ma al di là di tutto questo, mi resta di avere l’onore di avere potuto ricordare la figura di un mio corregionale friulano, un mio collega nelle Forze di Polizia, un atleta, ma soprattutto un uomo che ha trovato la sua fine seguendo la sua grande passione ed un suo immenso sogno






