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FELTRE
Alla vigilia del confronto tra sindacati e azienda sul futuro dello stabilimento Hydro di Feltre, cresce la mobilitazione dei lavoratori. Alcuni operai della T.B. Metal, azienda terzista, si sono uniti al presidio davanti alla fabbrica: anche per loro l’eventuale chiusura di Hydro significherebbe un futuro a rischio. Intanto i dipendenti hanno diffuso un video di un minuto sui social per raccontare volti e storie di chi rischia il posto. «Il messaggio è arrivato», commenta il segretario Fiom Stefano Bona. L’ultima immagine è chiara: «Il futuro non si chiude con un cancello».
ALPINI DI FELTRE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI HYDRO: “DIFENDERE IL LAVORO E LE FAMIGLIE”
FELTRE
La fabbrica di alluminio rappresenta da quasi un secolo un pilastro dell’economia feltrina: attiva fin dagli anni ’30 con la Società Alluminio Veneto (SAVA), ha attraversato diverse fasi storiche come Metallurgica, Alluminia, Alumix, Alcoa e Sapa, garantendo lavoro a generazioni di famiglie. “Il lavoro è un valore fondamentale – sottolinea la Sezione Alpini per voce del suo Presidente Stefano Mariec – ed è alla base della dignità delle persone e della stabilità delle famiglie”. Per questo gli Alpini si schierano con forza a difesa dei lavoratori, riconoscendone impegno, professionalità e dedizione. Un pensiero di vicinanza va anche ai lavoratori della Ceramica Dolomite di Borgo Valbelluna, anch’essi alle prese con una fase complessa. La Sezione Alpini di Feltre chiede alle Istituzioni e alle Autorità competenti un intervento urgente per la tutela dei posti di lavoro e del futuro delle famiglie coinvolte, in un momento particolarmente difficile anche per l’avvicinarsi delle festività.
CERAMICA DOLOMITE, OGGI IL VERTICE DECISIVO SUGLI 80 ESUBERI
È il giorno del confronto decisivo sul futuro della Ceramica Dolomite: oggi alle 14 il tavolo in Regione Veneto a Venezia dovrà chiarire se gli 80 esuberi resteranno tali o se potranno ridursi, anche con l’eventuale inclusione dei prepensionamenti. Dopo lo sciopero di 8 ore e il clima teso tra azienda e sindacati, la proprietà – Claudio Del Vecchio e Luigi Rossi Luciani – ribadisce la disponibilità a nuovi investimenti. I sindacati chiedono invece di entrare nel merito del piano industriale 2026-2028. Decisiva la mediazione della Regione e del ministero delle Imprese.
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