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LA GIUDIZIARIA OGGI
DAL CORRIERE DELLE ALPI_GIGI SOSSO
BORGO VALBELLUNA
Proseguono le indagini sulla morte di Gaia De Gol, la 15enne schiacciata da un masso sulla scogliera artificiale di Cesana Beach nell’estate 2025. Secondo gli accertamenti della Procura di Belluno, a rischiare di rispondere di omicidio colposo sarebbero Comune di Borgo Valbelluna e Veneto Strade; dovrebbe invece uscire dal fascicolo Enel Green Power. I consulenti stanno ultimando il lavoro tecnico, valutando anche la posizione del chiosco sulla spiaggia: non ha avuto alcun ruolo nella tragedia e contribuì ai soccorsi, ma potrebbe essere spostato per ragioni di sicurezza. Nel mirino le responsabilità gestionali: Veneto Strade per il ponte sotto cui è stata ricavata la scogliera, il Comune per l’assenza di cartelli di pericolo o divieti nell’area. A differenza di Cesiomaggiore, che vietò accesso e transito, Borgo Valbelluna non emise ordinanze. Sentiti testimoni, amici, familiari e pescatori della zona: ora si attende la chiusura delle indagini, con la probabile apertura di un percorso civile parallelo. Al centro, una domanda: mancata manutenzione e controlli hanno portato alla tragedia?
AGGREDITO EDICOLANTE
BELLUNO
Nove mesi di reclusione per D.P., ritenuto responsabile dell’aggressione all’edicolante Corrado Brandalise di Baldenich. La condanna prevede anche 700 euro di danni materiali, 500 di danni morali, oltre a spese processuali e spese di costituzione di parte civile. La Procura aveva chiesto dieci mesi e Brandalise 3 mila euro di risarcimento. L’imputato, difeso d’ufficio dopo vari cambi di legale, ha provato a fornire una versione opposta: sostiene che fu la vittima a colpirlo con l’auto e non viceversa, negando minacce e violenza. Per l’accusa, invece, il 6 gennaio 2023 l’uomo avrebbe inseguito Brandalise dopo un presunto contatto con il suo cane, insultandolo, minacciandolo e colpendo lo specchietto dell’auto con un pugno così forte da sradicarlo. Il giudice Domenico Riposati ha dato credito al racconto della vittima, sostenuto dalla denuncia e dal riconoscimento fotografico.
Possibile, ma non certo, un appello da parte della difesa.
RUBÒ UNA BICI, LA RIPARÒ E FU SCAGIONATO
FELTRE
Non si procederà contro R F, accusato del furto di una bicicletta appartenente a un minorenne davanti al supermercato Kanguro di Feltre il 2 novembre 2022.
L’uomo aveva prelevato una mountain bike Whistle, senza lucchetto, ed era stato ripreso dalle telecamere. I carabinieri lo hanno identificato e trovato la bicicletta durante una perquisizione. La sorpresa è arrivata al momento della restituzione: Fill aveva sistemato e riparato alcuni componenti danneggiati, restituendo il mezzo in condizioni migliori.
La famiglia della vittima ha ritirato la querela, interessata più a riavere la bici che alla punizione del colpevole. Nonostante il ritiro, il caso è comunque finito in aula perché il furto aggravato è procedibile d’ufficio e Fill è recidivo. Ma il giudice Domenico Riposati, cadute le aggravanti, ha pronunciato una sentenza di non doversi procedere.