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BELLUNO Detassazione degli aumenti salariali nei rinnovi contrattuali promossa, ma incentivi agli investimenti che rischiano di penalizzare micro e piccole imprese. È il giudizio articolato di Appia CNA Belluno sulla nuova Legge di Bilancio, una manovra che – secondo l’associazione che raggruppa diversi artigiani e imprenditori – mostra segnali di responsabilità sul fronte dei conti pubblici, senza però rispondere in modo pieno alle esigenze del tessuto produttivo locale, come quello bellunese. «Una manovra frutto di scelte responsabili – afferma il presidente di Appia CNA Belluno, Andrea Cerentin – ma il rigore non deve farci dimenticare che le nostre imprese, soprattutto micro e piccole, hanno bisogno di strumenti più efficaci per affrontare le sfide della competitività, della digitalizzazione e dei costi energetici».
PRO E CONTRO
Tra gli aspetti positivi, CNA segnala l’estensione al 2024 della detassazione degli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali. Una misura che riguarda in particolare i settori del commercio, del turismo e dei servizi e che consente l’applicazione anche ai contratti firmati nel corso dell’anno. «È un segnale importante di attenzione al lavoro in una fase storica in cui il costo della vita continua a pesare su famiglie e imprese» sottolina Cerentin. Valutata favorevolmente anche la cancellazione delle limitazioni all’utilizzo dei crediti d’imposta, che evita ulteriori complicazioni nella gestione dei versamenti contributivi e fiscali per molte Pmi del territorio. Più critico, invece, il giudizio sugli incentivi agli investimenti. La reintroduzione di strumenti come super e iper ammortamento, secondo CNA, rischia di essere meno efficace rispetto al credito d’imposta. «Il passaggio a questi meccanismi – osserva Cerentin – potrebbe escludere fino al 40% dei potenziali beneficiari, come indicato da CNA nazionale. L’iper ammortamento dipende dagli utili aziendali e dalla solidità finanziaria, favorendo di fatto le imprese più grandi e lasciando indietro quelle con margini ridotti». Questa dichiarazione avviene a fronte della consapevolezza di un territorio come quello bellunese, dove esistono le grandi aziende ma anche tante piccole realtà.
TRANSIZIONE 5.0, AGEVOLAZIONI FISCALI e UN QUADRO LOCALE TRA LUCI E OMBRE
Sul capitolo Transizione 5.0, Appia CNA riconosce come positivo lo stanziamento di risorse per la fase di uscita dal precedente sistema, ma chiede chiarezza normativa affinché tutte le imprese che hanno presentato domanda nei termini possano accedere ai benefici secondo le regole inizialmente previste. Resta aperto, e particolarmente sentito nel Bellunese, il tema dei costi energetici. L’assenza di misure incisive in questo ambito, unita all’aumento delle accise sul gasolio, rischia di gravare su trasporti e attività produttive, soprattutto in un territorio montano. Segnali incoraggianti arrivano invece sul fronte delle agevolazioni fiscali per edilizia e professionisti, con la proroga dei bonus ristrutturazioni ed ecobonus e l’innalzamento a 5.300 euro del limite di deducibilità dei contributi ai fondi pensione, misura che favorisce la previdenza complementare e alleggerisce il carico fiscale.
Il quadro economico locale, intanto, mostra luci e ombre. Secondo i dati della Camera di Commercio al 30 settembre, in provincia di Belluno sono attive 12.867 imprese, circa un centinaio in più rispetto a inizio anno, con una crescita nei servizi alle imprese. Persistono però difficoltà in settori come commercio e agricoltura-silvicoltura.
«I segnali positivi non devono farci abbassare la guardia – conclude Cerentin – In una fase di forte pressione competitiva a livello internazionale, alle Pmi servono strumenti ben calibrati, risorse certe e un orizzonte normativo chiaro per poter pianificare il futuro con fiducia».
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