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LA GIUDIZIARIA OGGI
Dal Corriere delle Alpi – di Gigi Sosso
Giornata intensa nelle aule giudiziarie bellunesi, dove due vicende di violenza domestica e persecuzione hanno tenuto banco davanti al giudice Federico Montalto.
Nel primo procedimento, J.P. è stato rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni aggravate, dopo aver colpito con una sedia la propria compagna. L’episodio, avvenuto in ambito privato, è stato ritenuto dalla Procura tutt’altro che marginale. Durante l’udienza predibattimentale di ieri, la difesa – rappresentata dagli avvocati Marco Crepaz e Monica De Mattia – ha cercato di ottenere l’archiviazione, puntando sulla mancanza di querela e sulla possibile esclusione dell’aggravante. Una linea caduta nel vuoto: il giudice ha ricordato che la valutazione e la cancellazione dell’aggravante non sono nelle facoltà del pubblico ministero, che al contrario ha ribadito la gravità del gesto. Il processo entrerà nel vivo il 14 luglio, quando la compagna – pur non costituitasi parte civile – sarà la prima testimone a salire in aula. A seguire, deposizioni dell’accusa e poi della difesa.
Sempre a Belluno, si è chiuso con una condanna il secondo procedimento all’attenzione del tribunale. N.C., bellunese, è stato riconosciuto colpevole di stalking ai danni di una minorenne e condannato a sedici mesi di reclusione. La richiesta della Procura era di tre anni e quattro mesi, ma la pena è stata ridotta per la scemata capacità d’intendere e volere, come certificato dalla perizia psichiatrica.
L’uomo avrebbe perseguitato la giovane per anni: messaggi continui, telefonate notturne, scritte minacciose sui muri, fino ad arrivare a episodi fisicamente violenti, tra cui l’uso di un coltello e un sospetto incendio d’auto. I difensori, Stefano Zallot e Bruno Bristot, puntavano a ottenere anche l’attenuante legata al risarcimento, ma la decisione del giudice è netta. La difesa attende ora le motivazioni – previste tra tre mesi – per valutare la strada dell’appello.






