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Perché c’era una volta il Milano Saima. E se dipende dai suoi tifosi, ci sarà ancora.
di mirko mezzacasa
C’era una volta il Milano Saima, c’erano i Devils di Berlusconi. C’era una volta l’hockey che conta: quello che ti portava dal vecchio Piranesi al Forum, dal Forum alla rumorosa Agorà, dove il ghiaccio fumava e la curva faceva tremare i vetri. C’era una volta, e ormai non c’è più. O meglio: non c’è più la squadra, e tra poco — finite le Olimpiadi — non ci sarà forse nemmeno il ghiaccio su cui farla pattinare. E allora sabato 10 gennaio nel nuovo Palasport di Santa Giulia, il PalaItalia, inaugurato per ospitare le Final Four del campionato italiano, una parte della scena è stata rubata dai i tifosi dell’Hockey Milano. La squadra non esiste più, ma i suoi sostenitori non solo esistono: sono pronti a riempire la curva come se fosse una finale scudetto. La Curva ha lanciato l’iniziativa “Riaccendiamo la fiamma” e ha chiamato a raccolta la città non per tifare una delle squadre sul ghiaccio, ma per tifare il fantasma più rumoroso
d’Italia: Milano. Prima della partita un corteo dalla fermata di Rogoredo ha attraversato la strada verso il palazzetto, quasi a ricordare alla città e alla Federazione che una casa del ghiaccio senza una squadra milanese non ha senso. Il messaggio sui social: “Mostriamo a Milano che ieri come oggi, anche se ci avete tolto la squadra, non ci toglierete la fede”. Quattro righe che spiegano tutto: la curva non muore, anche se gli hanno strappato la maglia da dosso. La risposta è stata immediata: 1.500 biglietti venduti in un lampo, tutti esauriti. La Milano rossoblù non aspettava altro che una scusa per farsi rivedere.
LA STORIA Il ritiro definitivo della squadra senior nel 2021-22, la chiusura dell’Agorà, la mancanza di un impianto, le promesse rimandate, i ragazzini delle giovanili lasciati senza un esempio da imitare. Perfino il centenario celebrato nel 2024, un insulto alla memoria sportiva della città. E ora che finalmente un grande palazzetto c’è, Milano non ha una squadra che possa chiamarlo casa. Il PalaItalia, costruito per i Giochi, rischia di diventare un monumento vuoto, se non ci sarà un club capace di gelare di nuovo il sangue ai tifosi.
La Curva ha già deciso: il ghiaccio non può sciogliersi qui. E a guardare l’entusiasmo con cui la città risponde, verrebbe da pensare che davvero sia possibile rivedere il Milano dove deve stare: non nei libri di storia, ma al centro pista, con una curva che urla fino a perdere la voce.






