BELLUNO – Una ricostruzione minuziosa, ma ancora priva di un perché. In aula, al Tribunale di Belluno, il tentato omicidio di Sopracroda torna al centro del processo seguito dal Corriere delle Alpi. Gli esperti della Polizia scientifica di Padova hanno illustrato fotografie a 360 gradi e l’analisi delle tracce di sangue relative all’aggressione del 13 febbraio scorso, avvenuta in un’abitazione della frazione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’attacco sarebbe iniziato in cucina, senza un movente apparente. Ornella Gasperin, imputata, avrebbe tentato prima di soffocare Giovanni Casol con un cuscino e una felpa, per poi colpirlo con un paio di forbici e con una statuetta della Madonna, rinvenuta insanguinata e danneggiata. Casol è riuscito a fuggire, lasciando una scia ematica che dalla cucina conduce al disimpegno, fino alla salvezza e ai soccorsi del 118. Gasperin, detenuta alla Giudecca, continua a non parlare. Il rischio di una condanna pesante resta sul tavolo.
Sempre a Belluno, davanti al Tribunale di Belluno, si è aperto anche il procedimento per una presunta violenza sessuale avvenuta nel carcere di Baldenich. L’accusa riguarda un detenuto marocchino, difeso dall’avvocato Marco Arrigo. La vittima, un detenuto asiatico, assistita dal legale Mario Mazzoccoli, si è costituita parte civile per affermare le proprie ragioni. Secondo l’accusa, le molestie sarebbero iniziate in cella e culminate in bagno, sotto minaccia, fino all’intervento della Polizia penitenziaria. Il processo entra ora nel vivo.