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MESTRE (VE) Il giorno 26 gennaio 2026 è stato sottoscritto da Confartigianato Imprese Veneto, CNA Veneto e Casartigiani Veneto e dalle Organizzazioni sindacali FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL del Veneto il nuovo Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i dipendenti del settore alimentare artigiano, del settore alimentare non artigiano fino a 15 dipendenti, del settore panificazione e delle altre attività ricomprese nella sfera di applicazione contrattuale. Il contratto decorre dal 1° gennaio 2026 e avrà validità fino al 31 dicembre 2028, rappresentando un passaggio importante per rafforzare e aggiornare gli strumenti contrattuali regionali, in grado di accompagnare l’evoluzione del comparto, sostenendo al contempo competitività delle imprese e tutele per lavoratrici e lavoratori. Tra i contenuti di maggiore rilievo, le Parti hanno confermato e riorganizzato un impianto di misure che intervengono su organizzazione del lavoro, bilateralità, previdenza, welfare contrattuale e premialità, valorizzando il ruolo dell’Osservatorio regionale e della Commissione bilaterale di categoria, quali sedi di confronto e monitoraggio. Particolare attenzione è stata riservata alla dimensione sociale, con l’introduzione della Banca ore solidale, che consente di mettere a disposizione ferie e permessi a favore di lavoratori che si trovino in situazioni di necessità e assistenza, secondo le modalità previste dal CCRL. Nell’ambito della bilateralità, le Parti hanno inoltre concordato l’attivazione di una nuova prestazione EBAV D26 “Bollette energia dipendenti”, che prevede – a partire dall’anno di competenza 2026 – un contributo annuale pari a € 200,00 per i lavoratori con ISEE fino a € 23.000,00, a fronte di spese per energia elettrica o gas. Un ulteriore intervento significativo riguarda la previdenza complementare, tema sempre più centrale anche in ottica di tutela e stabilità futura. Per incentivare l’adesione dei lavoratori ai fondi negoziali dell’artigianato, il rinnovo conferma il contributo a carico delle imprese pari all’1,8% della retribuzione utile ai fini TFR per tutti i dipendenti già iscritti o che aderiranno successivamente alla previdenza complementare con il conferimento del TFR. Sono state inoltre rimodulate e rafforzate le prestazioni EBAV a favore di imprese e lavoratori in caso di adesione del dipendente alla previdenza complementare, con un sostegno economico ulteriormente incrementato per gli under 35. Sul piano economico, per l’annualità 2025 è previsto un intervento una tantum di welfare aziendale su base contrattuale, con importi fino a 340 euro annui a favore di tutti i lavoratori e lavoratrici dei settori coinvolti. Viene inoltre reso strutturale l’elemento retributivo regionale (ERT) e per il triennio 2026-2028 viene introdotto il nuovo Premio di Risultato Veneto (PRV), legato a parametri oggettivi di produttività e andamento aziendale, che potrà beneficiare della detassazione prevista dalla normativa vigente e che sarà erogato in tre tranche: 350 euro nel 2027, 370 euro nel 2028 e 390 euro nel 2029, con la possibilità da parte dei lavoratori di convertirlo in welfare, usufruendo di un incremento aggiuntivo del valore pari a 20 euro. Il rinnovo del CCRL e l’introduzione del PRV confermano la volontà delle Parti di utilizzare la contrattazione regionale come strumento concreto per governare i cambiamenti del settore, sostenere la produttività e valorizzare il lavoro, rafforzando al contempo welfare e misure di supporto alle famiglie. “L’accordo sottoscritto è l’esito delle fattive e produttive relazioni sindacali in atto nella nostra regione. Siamo infatti riusciti a definire un rinnovo coerente con le esigenze del settore, capace di valorizzare il lavoro in un comparto strategico che rappresenta un patrimonio economico e sociale – hanno dichiarato il Presidente Cristiano Gaggion e il Vicepresidente Ruggero Garlani della Federazione Regionale Alimentazione di Confartigianato, assieme alla Presidente Regionale di Categoria di CNA Catia Olivetto e al Presidente di Casartigiani del Veneto Franco Storer – La scelta di introdurre il Premio di Risultato Veneto va nella direzione di legare, in modo trasparente e misurabile, una parte della retribuzione ai risultati dell’impresa, riconoscendo l’impegno delle persone e sostenendo, allo stesso tempo, la capacità delle aziende di investire e crescere in un contesto economico ancora complesso. È un segnale di responsabilità condivisa, che rafforza la cultura della produttività e della collaborazione e contribuisce a rendere il settore più stabile e attrattivo, anche per chi si avvicina oggi a questi mestieri”. I Segretari Regionali di FAI-CISL, Andrea Zanin, di FLAI-CGIL, Giosuè Mattei e di UILA-UIL, Daniele Mirandola, hanno sottolineato che “il rinnovo rappresenta un risultato importante, frutto di un confronto serio che conferma il buon livello delle relazioni sindacali maturato nel tempo. Si tratta di un segnale chiaro, che evidenzia che la contrattazione integrativa è uno strumento concreto, capace di migliorare realmente le condizioni di lavoro e di redistribuire attraverso il salario di secondo livello un pezzo del valore prodotto. Soprattutto in un contesto economico segnato in generale dall’aumento del costo della vita, dei costi energetici e dei servizi, da una inflazione reale ancora a livelli troppo elevati. L’accordo dimostra come sia possibile tenere insieme competitività delle imprese, diritti, sicurezza e salario. È questa la strada che intendiamo continuare a percorrere rafforzando la contrattazione e mettendo sempre al centro il lavoro e la dignità delle persone”.
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