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Il bollettino ARPAV “Dolomiti Neve al Suolo”, aggiornato alle ore 8 di oggi 28 gennaio, fotografa una situazione di innevamento diffuso e consistente su gran parte della montagna veneta, con accumuli importanti soprattutto alle quote medio-alte Nelle Dolomiti settentrionali, sopra i 2000 metri, il manto nevoso oscilla generalmente tra i 60 e gli 80 centimetri, con punte significative a Ra Valles, Passo Falzarego e Monte Piana. Anche le località di fondovalle presentano neve al suolo: Cortina registra circa 30 centimetri, mentre Sappada supera i 30. Situazione analoga nelle Dolomiti meridionali, dove Arabba, Col dei Baldi, Monti Alti dell’Ornella e Malga Losch mostrano accumuli tra i 60 e i 75 centimetri, con neve fresca caduta nelle ultime 24 ore che in alcune stazioni ha superato i 5 centimetri. Molto rilevante anche il dato delle Prealpi bellunesi: Val Salatis e Casera Palantina raggiungono e superano gli 80 centimetri, mentre Nevegal, Cansiglio e Monte Grappa confermano un innevamento pienamente invernale. La neve è presente, seppur più sottile, anche a quote collinari e pedemontane, con accumuli tra i 5 e i 15 centimetri. Sulle Prealpi vicentine spiccano Campomolon e Tonezza del Cimone, dove la neve al suolo supera i 90 centimetri in quota, accompagnata da apporti di neve fresca significativi nelle ultime ore. Più contenuti, ma comunque rilevanti, gli accumuli sulle Prealpi veronesi, dal Monte Tomba al Baldo. ARPAV precisa che i dati si riferiscono al manto nevoso vergine e non sono direttamente correlabili alla praticabilità delle piste battute. Un quadro che conferma però una cosa: l’inverno è entrato nel vivo e sulle montagne venete la neve, finalmente, non manca.
2026_01_28_Dolomiti Neve al Suolo






