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Il fenomeno esiste ed è riconoscibile subito: entra in galleria e capisce che lì vale tutto. Nessuno controlla mai, telecamere non ce ne sono, autovelox nemmeno per sbaglio. Quindi perché perdere tempo? Il cartello di divieto diventa un’opinione, la linea continua un suggerimento affettuoso. Parte il pensiero magico: toglietevi che passo io. Non per arroganza, per efficienza. Gli altri vanno piano senza un motivo chiaro, lui invece ce l’ha: ha fretta. Il sorpasso non è una manovra, è una filosofia di vita fondata sulla certezza che finché non succede niente, aveva ragione lui. E se poi succede qualcosa, tranquilli: sarà colpa della strada, del destino, della galleria buia. Mai dell’idea brillante avuta tre secondi prima.







