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BELLUNO Un bambino di 11 anni è stato costretto a percorrere sei chilometri a piedi tra Calalzo e Cortina in pieno inverno dopo essere stato fatto scendere dall’autobus perché in possesso di un biglietto ordinario, non conforme alle nuove disposizioni tariffarie. L’episodio, denunciato dall’associazione Giovani&Futuro, ha suscitato forte indignazione per il rischio cui è stato esposto il minore. Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale con delega ai Trasporti, ha risposto assicurando di aver già chiesto spiegazioni a Dolomiti Bus S.p.A. e di aver avviato accertamenti.
MASSIMO BORTOLUZZI, DELEGATO AI TRASPORTI DELLA PROVINCIA DI BELLUNO
BAMBINO LASCIATO A PIEDI DAL BUS, GIOVANI&FUTURO SCRIVE ALLA PROVINCIA: “EPISODIO INACCETTABILE”
Dopo il caso del bambino di 11 anni lasciato a piedi lungo la tratta Calalzo–Cortina, costretto a percorrere circa sei chilometri a piedi in pieno inverno , l’associazione Giovani&Futuro interviene con una presa di posizione netta e formale, scrivendo alla Provincia di Belluno e chiedendo chiarimenti urgenti al consigliere delegato ai Trasporti Massimo Bortoluzzi. L’episodio, emerso nei giorni scorsi, sarebbe legato all’applicazione delle nuove disposizioni tariffarie introdotte in relazione al trasporto olimpico (ndr: la Provincia ha stanziato ieri 10.000 euro, questa la dichiarazione di Massimo Bortoluzzi: “Linea 30, dalla Provincia un fondo di 10mila euro per i residente nell’Alto Bellunese”). Secondo quanto riportato dal Gazzettino di Belluno di oggi a firma di Silvia Moranduzzo, il minore sarebbe stato fatto scendere dall’autobus perché in possesso di un biglietto chilometrico ordinario e non del nuovo titolo di viaggio previsto, nonostante la disponibilità della madre a pagare un’eventuale sanzione. «Esprimiamo la più ferma indignazione per quanto accaduto – dichiarano Luca
Frescura e Thomas Menia Corbanese, presidente e vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro –. Parliamo di un bambino che avrebbe dovuto affrontare sei chilometri a piedi nel tardo pomeriggio, con temperature rigide. È inaccettabile che un minore venga esposto a una situazione di potenziale pericolo per una questione puramente amministrativa». Secondo l’associazione, l’accaduto va ben oltre il concetto di disservizio: «Si tratta di una gravissima mancanza di responsabilità e di umanità. Nessuna procedura può prevalere sulla sicurezza e sull’incolumità di un bambino. Il trasporto pubblico deve garantire mobilità e tutela, non diventare un ostacolo per le fasce più fragili». Nella lettera inviata alla Provincia, Giovani&Futuro chiede inoltre chiarimenti sull’applicazione delle sanzioni previste dal contratto di servizio del trasporto pubblico locale nei confronti di Dolomiti Bus S.p.A., in particolare per corse saltate o modificate. Gli esponenti ricordano che, a giugno, era stata avviata un’istruttoria relativa al 2023 e chiedono se si sia conclusa e con quali risultati. «Se la stessa rigidità riservata a un bambino di 11 anni verrà applicata anche nella valutazione dell’operato del gestore – concludono – gli esiti dell’istruttoria potrebbero essere inequivocabili. Andremo avanti senza paura, anche a costo di restare isolati, sempre dalla parte di studenti, lavoratori e utenti». L’associazione ha infine espresso vicinanza al bambino e alla sua famiglia, ribadendo la disponibilità a raccogliere segnalazioni e disservizi da parte degli utenti del trasporto pubblico locale.
BAMBINO FATTO SCENDERE DALL’AUTOBUS: DOLOMITI BUS APRE ACCERTAMENTI
BELLUNO In relazione all’episodio segnalato in data odierna, Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene. La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea S.p.A. alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti. La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio. Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti. I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti. Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso.
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