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Squadra Mobile di Belluno: lavoro solido, testa bassa e risultati
BELLUNO Non annunci, ma fatti. Non parole, ma porte del carcere che si chiudono. A Belluno la sicurezza prende forma concreta e lo fa con un’azione rapida e mirata: tre arresti in pochi giorni, frutto di un lavoro di intelligence e controllo del territorio che non lascia spazio all’improvvisazione. Nel mese di gennaio la Squadra Mobile della Questura di Belluno ha dato esecuzione a tre ordini di carcerazione nei confronti di soggetti con pesanti precedenti di polizia. Un’attività che si inserisce nel rafforzamento dei controlli disposto dalla I Sezione della Squadra Mobile, impegnata in modo specifico nella ricerca e cattura di soggetti pluripregiudicati. Il primo arresto risale al 22 gennaio: a Ponte nelle Alpi viene fermato un uomo, classe 1995, originario della provincia di Salerno. Per lui scatta il trasferimento in carcere, dove dovrà scontare una pena residua di due anni e undici mesi per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nemmeno il tempo di archiviare il primo intervento che, il 23 gennaio, arriva il secondo arresto. A Santa Giustina, presso la propria abitazione, viene fermato un cittadino nepalese, classe 2002, condannato a 75 giorni di reclusione per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Il cerchio si chiude il 29 gennaio con l’arresto di un cittadino bellunese, classe 1987, destinatario di una condanna a cinque anni e sei mesi di reclusione per reati contro il patrimonio e violazioni della normativa fallimentare. Un’operazione che parla chiaro e manda un messaggio altrettanto limpido: chi delinque non passa inosservato. Il territorio è presidiato, le risposte arrivano.
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