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DI ALESSIA DALL’O’
FONZASO Si avvia alla conclusione il percorso di teatro di comunità “Sponde”, progetto partecipativo che ha coinvolto cittadini e realtà del territorio in una riflessione collettiva sul valore dell’acqua come bene comune. L’appuntamento finale è fissato per questa domenica 8 febbraio alle 18.30 al Dolomiti Hub di Fonzaso, con lo spettacolo “Sponde. Racconto di un fluire”, esito scenico di mesi di lavoro condiviso.
AL CENTRO L’ACQUA, ELEMENTO ESSENZIALE DELLA MONTAGNA
L’iniziativa, promossa da Dolomiti Hub, Officina delle Pezze e Insieme si può Onlus ONG, ha sviluppato un laboratorio avviato lo scorso ottobre e articolato in dieci incontri. Il progetto ha posto al centro l’acqua non solo come risorsa vitale, ma anche come elemento simbolico, culturale e politico, stimolando i partecipanti a confrontarsi con ricordi personali, tradizioni familiari, leggende, detti popolari e canzoni. Tutto questo materiale confluirà nello spettacolo conclusivo, costruito come restituzione collettiva del percorso. A guidare il laboratorio sono stati Valentino Bettega, Anna De March e Federica De Col. «Il nostro obiettivo è stato quello di costruire un cosiddetto laboratorio di comunità. Siamo soddisfatti del risultato raggiunto: siamo riusciti a creare una comunità attraverso il tema dell’acqua. Ognuno dei partecipanti ha condiviso esperienze personali, con un messaggio finale chiaro: l’acqua è un bene comune e va preservata» ha sottolineato Valentino Bettega di Officina delle Pezze.
IL COLLEGAMENTO CON I FATTI DEL TERRITORIO
Nel corso del progetto, l’acqua è emersa come elemento dal duplice volto: da un lato luogo di serenità e accoglienza, dall’altro forza distruttiva e causa di timori. Una riflessione che si intreccia con temi di attualità, tra cui la vicenda della diga sul Vanoi, esempio locale che richiama il fenomeno globale del cosiddetto “water grabbing”, ovvero l’accaparramento delle risorse idriche da parte di interessi economici e politici. Sul tema interviene anche Valter Bonan del Comitato acqua bene comune, che sottolinea il valore delle iniziative nate dal basso. «La mobilitazione ha portato non solo allo stop della diga sul Vanoi, ma anche al blocco di diverse speculazioni legate alle richieste di concessione per il microelettrico idrico. Il coinvolgimento delle comunità, sostenuto da un’informazione costante, rappresenta una strada fondamentale anche in vista dei prossimi rinnovi delle grandi concessioni idriche».
UNO SPETTACOLO CONDIVISO E ATTUALE
Lo spettacolo conclusivo sarà costruito in forma immersiva e partecipativa. Il pubblico sarà coinvolto attivamente in una riflessione collettiva sulla gestione dell’acqua, trasformandosi in una “piccola comunità idrica”. La rappresentazione, spiegano gli organizzatori, si svilupperà non solo sul palco ma anche tra gli spettatori, con attrici e attori che si muoveranno nello spazio scenico e con una presenza simbolica del fiume all’interno dell’azione teatrale. “Sponde” rientra nel progetto nazionale “Atlante delle Rive 2025”, iniziativa di teatro civile diffuso che racconta l’Italia attraverso i suoi fiumi e le esperienze delle comunità alle prese con gli impatti dell’attività umana e dei cambiamenti climatici. Il progetto nasce dall’esperienza di VajontS23, ideata da Marco Paolini per Fabbrica del Mondo, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla gestione delle risorse idriche e favorire la costruzione di conoscenze condivise. Il percorso, tuttavia, non si fermerà con lo spettacolo finale. Gli organizzatori stanno già lavorando alla seconda edizione del laboratorio, prevista per il prossimo autunno, che affronterà un nuovo tema: il rapporto tra la Terra e la complessità della società contemporanea.
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