********
DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Il confronto nazionale sulle proposte di modifica della normativa in materia di violenza sessuale, noto come Ddl Stupri, trova eco anche a livello locale. A intervenire è la Commissione Pari Opportunità del Comune di Feltre, che in una nota ufficiale ribadisce alcuni principi di fondo, richiamando l’attenzione sull’importanza del tema del consenso e sulla necessità di un dibattito pubblico serio e informato.
FOCUS: COS’E’ IL CODICE ROSSO
Il cosiddetto Ddl Stupri – noto anche come Codice Rosso è formalmente indicato come Legge 19 luglio 2019, n. 69, recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere” – riguarda una serie di ipotesi di revisione delle norme che disciplinano i reati di violenza sessuale, con particolare riferimento alla definizione giuridica del consenso. Al centro del dibattito vi è la possibilità di rendere il consenso esplicito un elemento cardine nella qualificazione del reato, in linea con orientamenti già presenti in altri ordinamenti europei e con le indicazioni provenienti dal dibattito giuridico e culturale internazionale. Un tema delicato, che intreccia diritto penale, tutela delle vittime e cambiamento culturale.
LA POSIZIONE DELLA CPO DI FELTRE
La Commissione Pari Opportunità di Feltre sottolinea come la violenza sessuale rappresenti una grave violazione dei diritti fondamentali della persona e un fenomeno complesso, che non può essere affrontato esclusivamente sul piano repressivo. Secondo la Commissione, ogni intervento legislativo dovrebbe tenere insieme efficacia penale e impatto culturale, contribuendo a una comprensione chiara e condivisa dei confini tra lecito e illecito e rafforzando la protezione delle persone più esposte alla violenza. Forte il richiamo, sul fronte feltrino, di un aspetto centrale del dibattito: il consenso, da anni al centro di un confronto giuridico, culturale e sociale che travalica i confini nazionali. «La violenza sessuale è una grave violazione dei diritti fondamentali della persona e un fenomeno complesso», sottolinea la Commissione attraverso le parole di Giorgia Li Castri, presidente «essa richiede strumenti di prevenzione, tutela e giustizia fondati sulla centralità della dignità, dell’autodeterminazione e della libertà individuale. Ogni eventuale intervento legislativo in una materia così delicata non può limitarsi alla sola efficacia penale, ma deve tener conto anche dell’impatto culturale e simbolico delle norme».
Proprio in questo quadro, la legge deve essere chiara e incalzante. «Le leggi contribuiscono a definire in modo chiaro i confini tra lecito e illecito», viene evidenziato, «e possono incidere in modo concreto sulla protezione delle persone più esposte alla violenza».
L’INVITO A NON VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE
Giorgia Li Castri, che invita inoltre a mantenere alto il livello del confronto pubblico: «È fondamentale un dibattito informato, rispettoso e basato su dati, competenze e sull’ascolto delle esperienze delle vittime. Semplificazioni e contrapposizioni rischiano di impoverire il confronto e di allontanarlo dalla sua finalità principale, che resta la tutela dei diritti e della sicurezza delle persone». «Ribadiamo il nostro impegno nella promozione di una cultura del rispetto, della parità e della prevenzione della violenza di genere», conclude Li Castri, «continuando a svolgere il nostro ruolo di osservazione, sensibilizzazione e dialogo con la cittadinanza e con le istituzioni».
*********







