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FELTRE A seguito del nuovo incendio che ha colpito nella giornata di oggi, lunedì 9 febbraio, la cabina elettrica dello stabilimento Hydro di Feltre, le segreterie di FIM-CISL e FIOM-CGIL si fanno portatrici della forte apprensione delle lavoratrici e dei lavoratori. L’evento acuisce l’incertezza in una fase già estremamente delicata per il futuro del sito produttivo. In questo contesto la priorità assoluta è il ripristino delle funzionalità dello stabilimento e la ripresa delle attività produttive nel più breve tempo possibile, elemento fondamentale per dare prospettiva industriale e occupazionale al sito di Feltre. Ma questo incendio ha causato danni a tutti i quadri e alle linee e per le riparazioni si prospettano dalle 8 alle 10 settimane di lavori di ripristino con conseguente cassa integrazione per lavoratrici e lavoratori. “Siamo consapevoli che, per evidenti ragioni tecniche, l’azienda non potrà presentarsi all’incontro dell’11 febbraio presso il MIMIT con gli impianti già pienamente ripristinati. Proprio per questo motivo l’appuntamento ministeriale assume un valore decisivo. Hydro ha assunto impegni precisi con il Ministero in merito al mantenimento in efficienza degli impianti e alla salvaguardia del patrimonio industriale, condizioni indispensabili per la continuità produttiva e per il percorso di cessione dello stabilimento.” Dichiarano Zuglian della Fim e Bona della Fiom, in accordo con le RSU di sito, continuando: “Chiediamo pertanto che al tavolo dell’11 febbraio venga presentato un piano chiaro, dettagliato e con tempi certi per la riparazione dei danni e il ritorno alla piena operatività. Il fermo impianti non deve in alcun modo rallentare o compromettere il processo di reindustrializzazione. Prendiamo atto che l’azienda sta valutando il ricorso alla cassa integrazione per affrontare questa fase. Le organizzazioni sindacali vigileranno affinché l’ammortizzatore sociale sia utilizzato esclusivamente per il periodo strettamente necessario agli interventi di ripristino e messa in sicurezza di tutti gli impianti, tutelando il reddito dei lavoratori e garantendo una ripresa produttiva senza ritardi ingiustificati.”
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