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DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Riduzione significativa dei tempi di attesa per l’accesso agli atti edilizi al Comune di Feltre. Secondo quanto reso noto dal portavoce del sindaco, in poco più di un anno il tempo medio necessario per ottenere la documentazione è passato da 134 giorni a 21, con un calo dell’84%. Il dato, aggiornato al 5 febbraio, segna un ulteriore miglioramento rispetto alla rilevazione dell’8 gennaio scorso, quando l’attesa media era già scesa a 77 giorni. A inizio 2025 il tempo necessario per accedere agli atti risultava invece di 134 giorni. «Si tratta di un risultato concreto che dimostra come la riorganizzazione della macchina amministrativa e gli investimenti nella digitalizzazione possano incidere direttamente sulla qualità dei servizi ai cittadini», ha dichiarato la sindaco Viviana Fusaro nella nota diffusa dal Comune. «Ridurre tempi che per anni sono stati motivo di difficoltà significa rendere il Comune più efficiente, trasparente e vicino alle persone».
DIGITALIZZAZIONE E RIORGANIZZAZIONE
Il miglioramento, spiega l’amministrazione, è il risultato di un percorso avviato negli ultimi anni che ha interessato l’intero ufficio edilizia, chiamato a gestire mediamente tra le 300 e le 350 richieste di accesso agli atti ogni anno, con un aumento legato anche agli interventi collegati al Superbonus 110% e alle recenti modifiche normative in materia edilizia. Tra gli interventi principali figura la riorganizzazione dell’archivio storico edilizio, in precedenza distribuito in tre sedi diverse e ora accorpato in un’unica struttura. L’operazione ha comportato il trasferimento e il riordino di un ampio patrimonio documentale cartaceo, rendendo più agevole la consultazione delle pratiche da parte degli uffici. Parallelamente è stato avviato un processo di digitalizzazione che ha portato alla scansione dei registri storici e alla loro indicizzazione. Le pratiche sono oggi ricercabili attraverso nominativi, riferimenti catastali o i semplici dati dei proprietari. È stata inoltre sviluppata una maggiore integrazione tra le banche dati dell’edilizia, il Sistema Informativo Territoriale (SIT), l’urbanistica e il gestionale regionale, con l’obiettivo di costruire un archivio digitale unico. Un passaggio considerato strategico è l’introduzione del codice univoco del fabbricato già in fase di acquisizione delle pratiche, che consente di collegare direttamente ogni documento all’immobile di riferimento, riducendo i tempi delle verifiche incrociate tra catasto, conservatoria e archivi cartacei.
PROSPETTIVE
Sul piano economico, nel 2025 è stato affidato un primo intervento di scansione documentale finanziato con 30mila euro di fondi PNRR tramite convenzione con la Camera di Commercio. Per il 2026 è stato disposto un nuovo affidamento da 50mila euro destinato alla digitalizzazione delle pratiche edilizie. Le scansioni, corredate dai codici identificativi degli immobili, vengono integrate nel sistema regionale messo a disposizione dei Comuni.
«Abbiamo messo risorse, strumenti e competenze per superare ritardi storici e oggi possiamo garantire tempi certi e rapidi», ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici Andrea Bona. «L’obiettivo è continuare a investire nella digitalizzazione per offrire servizi pubblici sempre più efficienti».
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