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FELTRE Riprende da oggi il presidio permanente delle lavoratrici e dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento Hydro di Feltre. L’obiettivo è impedire l’uscita delle matrici che l’azienda intende trasferire in altri siti produttivi, scelta che secondo sindacati e dipendenti rischia di indebolire ulteriormente il futuro industriale del sito. Dall’incontro di ieri non sono arrivate le risposte attese: nessuna certezza sui tempi di riattivazione degli impianti dopo gli incidenti delle scorse settimane, nessun cronoprogramma dettagliato sugli interventi e nessuna garanzia concreta sulle prospettive produttive. A preoccupare è anche la cassa integrazione annunciata per almeno 8-10 settimane, senza alcuna integrazione salariale aggiuntiva. «È una posizione inaccettabile – dichiarano Stefano Bona (Fiom Belluno) e Mauro Zuglian (Fim Treviso Belluno) – non si può chiedere ai lavoratori di pagare scelte che non dipendono da loro». Fim e Fiom chiedono un piano scritto e vincolante per la riattivazione degli impianti, garanzie sul mantenimento delle produzioni e delle matrici a Feltre, piena tutela del reddito e un confronto trasparente sul futuro del sito. La mobilitazione proseguirà fino a quando non arriveranno impegni chiari e concreti.










