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Ci hai fatto innamorare, Bruce. Prima della Nhl c’era…l’Alleghe Hockey
di mirko mezzacasa
Erano gli anni Novanta. Era Villach 1992. E per noi era semplicemente Bruce.
Quando arrivò ad Alleghe, dal 1990 al 1993, non sapevamo ancora che stavamo vivendo un pezzo di storia. Sapevamo solo che quel difensore canadese aveva qualcosa di diverso. Un modo elegante di pattinare, la testa sempre alta, il disco incollato al bastone e quella capacità rara di accendere il palazzetto con una giocata. Difensore offensivista, sì. Ma ridurlo a una definizione tecnica è quasi un torto. Perché 88 assist e 49 gol in tre anni in maglia biancorossa — mica male per un difensore — non sono solo numeri. Sono battiti cardiaci. Sono urla in gola, sciarpe alzate, serate che non volevano finire mai. Sono quel cognome che mi sono sgolato a ripetere tra un assist illuminante e un gol da applausi. Bruce era un signore sul ghiaccio. E lo era ancora di più al banco del bar. Mai sopra le righe. Mai una parola fuori posto. Di un’umiltà quasi imbarazzante per uno che avrebbe potuto permettersi qualsiasi atteggiamento. In un’epoca in cui gli idoli sembravano lontani, lui era vicino. Presente. Vero. E sì, diciamolo: era il grande amore delle ragazze di allora. Quel fascino nordamericano, quel sorriso discreto, quella classe naturale che non aveva bisogno di ostentazioni. Poi gli anni sono passati. Lo abbiamo visto crescere, diventare allenatore in NHL, guidare squadre importanti come i Boston Bruins e i Vegas Golden Knights, fino alla conquista della Stanley Cup. Orgogliosi, un po’ come se fosse “uno dei nostri”. E l’altro giorno, a Milano, al Santa Giulia, in panchina con il Canada. Applaudito. Rispettato. Emozionante rivederlo lì, con quella stessa postura composta, quella stessa presenza elegante. E in tribuna o a bordo pista, anche l’applauso del compagno di squadra alleghese Baran Douglas: un abbraccio ideale tra passato e presente. Bruce Cassidy per il mondo è un coach vincente. Per noi resta quel numero sulla schiena che faceva vibrare Alleghe. Non solo un campione. Un ricordo che scalda ancora il cuore.









