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VENEZIA – Oltre 30 milioni di euro all’anno per garantire servizi sanitari nelle aree montane e contrastare lo spopolamento. È la misura principale contenuta nel Collegato alla Legge di Stabilità approvato dalla Giunta regionale del Veneto, che istituisce anche il nuovo Fondo regionale per le politiche della montagna. L’assessore alla Montagna Dario Bond parla di “svolta storica”: non interventi spot, ma un disegno organico che punta su sanità, scuole, servizi per l’infanzia e sistemi di comunicazione, con l’obiettivo di rendere la permanenza in montagna una scelta di opportunità e non di sacrificio. Il fondo dedicato avrà una dotazione di un milione di euro l’anno per tre anni, mentre la parte più consistente riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza: almeno 30 milioni l’anno nel triennio 2026-2028 per garantire equità sanitaria, compensando i maggiori costi legati alla bassa densità abitativa e alla specificità territoriale. Previsti inoltre 200 mila euro in tre anni per supporto tecnico-specialistico in vista della riassegnazione, entro il 2029, di 34 grandi derivazioni idroelettriche. Una partita strategica per il futuro energetico ed economico delle terre alte. Ora il provvedimento passa all’esame del Consiglio regionale.






