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DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Non un salto nel vuoto, né una fuga romantica verso la montagna. Ma piuttosto una decisione ponderata, costruita nel tempo e trasformata in progetto concreto, dopo aver messo per bene i piedi a terra. I nuovi gestori del Rifugio Dal Piaz, Alex Dincà e Christian Gris, hanno raccontato la genesi di una scelta che unisce le loro competenze e anche un forte legame con il territorio.
CHI SONO I NUOVI RIFUGISTI
Trentaquattro anni Alex, trentadue Christian, amici da sempre e originari rispettivamente di Santa Giustina e Cesiomaggiore, arrivano a questa nuova sfida dopo percorsi professionali solidi. Christian porta con sé dieci anni di esperienza in cucina, maturati tra stagioni al mare e in località montane come Cortina e l’Alta Badia. Alex, invece, conosce bene la vita in quota: per diverse stagioni ha lavorato al Lagazuoi, vivendo da vicino i ritmi e le complessità della gestione di un rifugio alpino. «Siamo amici da una vita», ha raccontato Christian, ricordando come l’uscita del bando abbia rappresentato una svolta. «Quando è arrivata l’occasione del Dal Piaz abbiamo detto: perché non provarci?». Un’idea che, come ha spiegato Alex, non nasce all’improvviso: «Era un progetto che avevamo in mente da tempo. Con il bando abbiamo capito che poteva diventare qualcosa di concreto, un’esperienza da costruire insieme nei prossimi anni».
UNA SCELTA PONDERATA E ATTENTA
La scelta, però, è stata tutt’altro che improvvisata. Entrambi hanno lasciato un lavoro stabile per intraprendere questo percorso. «Non è il classico cambio di vita romantico», ha sottolineato Alex. «È una presa di coscienza: ci mettiamo la faccia e lasciamo un posto fisso per una scelta che è prima di tutto lavorativa». A rafforzare la loro motivazione è il legame profondo con il territorio. Nati e cresciuti nel feltrino, conoscono bene le Vette Feltrine, la Val Canzoi e i sentieri del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. «Per noi il Dal Piaz è il rifugio di casa», ha spiegato Alex. «Gestirlo significa, secondo la nostra visione, portare una dimensione familiare e locale». Anche Christian ha evidenziato quanto il sostegno della comunità li abbia sorpresi: «Non ci aspettavamo tutto questo entusiasmo: improvvisamente in tanti ci hanno scritto e dato supporto. Tante persone ci hanno detto “bravi”, e questo ci sprona a fare del nostro meglio».
TRA PASSIONE E LOGISTICA: LA VITA IN RIFUGIO
Sul piano operativo, le sfide non mancheranno. La gestione in quota comporta autonomia e capacità di adattamento: dall’approvvigionamento alla gestione di elettricità e impianti idrici. «Non è un rifugio dove basta accendere l’interruttore», ha spiegato Alex. «Dovremo imparare passo dopo passo, anche grazie a chi saprà darci consigli». La loro filosofia, però, è chiara: semplicità e accoglienza. «Vorremmo che chi arriva si sentisse a casa», hanno raccontato. L’obiettivo è creare un ambiente autentico, con piatti genuini, magari fatti proprio con i prodotti certificati del Parco e delle realtà della Valbelluna, e un’atmosfera capace di offrire una pausa dalla quotidianità a chi magari ama lo sport in montagna. «Un luogo dove salire, staccare, stare tranquilli».
Consapevoli che li attendono mesi impegnativi, i due gestori puntano a mantenere equilibrio e spirito positivo. «Siamo amici, questo è un valore che lavorando insieme non vogliamo assolutamente perdere: sarà importante restare calmi e trasmettere serenità a chi ci raggiungerà in quota». L’apertura ufficiale della stagione è prevista per metà maggio. Da allora, il Dal Piaz inizierà un nuovo capitolo, costruito su basi solide fatte di amicizia, una nuova avventura per due giovani del territorio e amore per la montagna.
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