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BELLUNO È una settimana speciale: di attesa. Di emozioni. Di sguardi che si incrociano in palestra e dicono più di mille analisi o ragionamenti. All’interno di una stagione pallavolistica, la Final Four della Del Monte® Coppa Italia di Serie A3 non è un momento come gli altri: è uno spartiacque. E Sebastiano Marsili lo sa perfettamente.
RITMO E TRAIETTORIE – Il capitano e palleggiatore del Belluno Volley è l’atleta che tiene il filo del gioco, quello che decide ritmo e traiettorie. Sabato 7 marzo (ore 18.30), alla VHV Arena, toccherà a lui guidare i rinoceronti nella semifinale contro la Domotek Reggio Calabria. In casa. Davanti al proprio pubblico. Con un trofeo da inseguire: «Ci presentiamo nel modo migliore possibile, sia dal punto di vista fisico, sia mentale – racconta Marsili –. Stiamo lavorando già da qualche settimana per arrivare al top in vista dell’appuntamento». Non è una frase di circostanza. È il manifesto di un collettivo che ha programmato, calibrato, dosato energie. Perché nella Final Four non c’è tempo per correggere: devi arrivarci pronto.
ALTO LIVELLO – L’ostacolo iniziale è rappresentato da una formazione di spessore. La stessa che, non a caso, guida il girone blu di campionato, a braccetto con Castellana Grotte: «Reggio Calabria è una buonissima squadra, con un palleggiatore molto esperto come Saitta e altri due atleti di alto livello, in grado di fungere da punti di riferimento: l’opposto Domenico Laganà e lo schiacciatore Enrico Lazzaretto. È quasi superfluo rimarcarlo, ma ci attende una gara difficile».
PRIMO PASSO – Marsili parla da regista e pensa da capitano. Sa che la tentazione, in un weekend così, è quella di guardare avanti. Alla possibile finale. Ma il primo passo è l’unico che conta. E allora qual è il segreto per andare lontano? Semplice, a detta dell’alzatore originario di Treviso: «La preparazione fisica. Essere più freschi della compagine che si trova al di là della rete è un fattore determinante».
GAMBE E TESTA – Due partite in due giorni non si vincono solo con la tecnica. Si vincono con le gambe, con la testa, con la capacità di rimanere lucidi quando il pallone pesa il doppio. Poi c’è la VHV Arena. C’è il rumore che sale: «Ci attende un weekend incredibile – conclude Sebastiano – anche perché giocheremo davanti ai nostri tifosi. Il pubblico sarà un alleato importante e potrà mettere pressione ai nostri avversari».È qui che la pallavolo diventa racconto collettivo. Un capitano che alza le mani, un palazzetto che si accende, una città che si stringe attorno alla propria squadra: è tempo di Final Four.
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