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DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE E’ stato un anno di iniziative pubbliche, incontri con gli studenti e attività istituzionali sul territorio, ma anche di riorganizzazione interna con uno sguardo già rivolto al futuro. È il bilancio della Commissione Pari Opportunità della Città di Feltre, che ha presentato la relazione sulle attività svolte nel 2025 insieme al programma di lavoro previsto per il 2026.
RIORGANIZZAZIONE INTERNA E INIZIATIVE PER IL TERRITORIO
Il 2025 è stato innanzitutto un anno di cambiamenti nella struttura della CPO. Dopo le dimissioni della consigliera con delega alle Pari Opportunità, la delega è stata affidata all’assessora Flavia Colle, entrata nella Commissione con il ruolo di vicepresidente. Nel frattempo l’organismo ha rinnovato anche alcune delle sue cariche interne: la dott.ssa Giorgia Li Castri è stata eletta presidente e la dott.ssa Federica Cesa segretaria. Accanto a questi passaggi organizzativi, la Commissione ha continuato a promuovere iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’uguaglianza e del contrasto alla violenza di genere. La prima si è svolta il 6 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, con lo spettacolo teatrale “Freevola: confessione sull’insostenibile bisogno di ammirazione”, realizzato in collaborazione con Metalogos nell’ambito del progetto “P.A.R.I. – Disruption”. L’evento si è tenuto al teatro di Rasai, nel comune di Seren del Grappa, scelta che rispecchia anche la volontà della Commissione feltrina di portare questi temi oltre i confini della città, in un territorio dove Feltre rappresenta attualmente l’unico Comune dotato di una Commissione Pari Opportunità attiva. Particolarmente articolato è stato poi il programma organizzato a novembre per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Sotto il titolo “Rompere il silenzio” la Commissione ha proposto un percorso fatto di arte, testimonianze e confronto pubblico. Tra le iniziative più visibili la mostra “Non chiamatelo raptus” dell’artista Stefania Spanò, conosciuta come Anarkikka, allestita prima lungo il camminamento ciclopedonale della Manifattura e, successivamente ad un attacco vandalico denunciato anche alle forze dell’ordine, poi spostata nelle vetrine dell’ex ufficio turistico in piazza Trento e Trieste. All’esposizione si sono affiancati un incontro con circa cento studenti degli istituti superiori del territorio, ospitato nell’aula magna del liceo Dal Piaz, e un dialogo pubblico tra l’artista, la scrittrice Martina Casanova Fuga e la presidente della Commissione. Un momento di riflessione che ha messo al centro il ruolo della parola e dell’arte nel costruire consapevolezza e nel contrastare la violenza di genere.
PROGETTI E INIZIATIVE IN CORSO PER LA PARITA’ DI GENERE
Nel corso dell’anno la Commissione ha lavorato anche sul piano istituzionale, partecipando alla definizione del protocollo “P.A.R.I.”, al quale ha aderito entrando nella direzione strategica del progetto, e collaborando alle attività del progetto europeo “Equalit-à”, promosso dal GAL Prealpi Dolomiti e dedicato alle politiche di inclusione e parità. Guardando al futuro, il programma per il 2026 punta a consolidare questo percorso. Tra le prime azioni previste c’è la revisione del regolamento della Commissione, con l’obiettivo di rendere più chiara ed efficace l’organizzazione del lavoro.
SCUOLE AL CENTRO
Grande attenzione sarà dedicata anche alle scuole. In occasione del 25 novembre verrà promosso il concorso “Quanti generi di violenza?”, rivolto agli studenti delle scuole superiori, che saranno invitati a riflettere e a esprimersi sui temi della parità, del rispetto e del contrasto agli stereotipi attraverso elaborati creativi. I lavori saranno poi presentati in un evento pubblico dedicato. Nel corso dell’anno proseguirà inoltre la collaborazione con il progetto europeo “Equalit-à” e verrà portato avanti il percorso per l’adesione alla Carta Europea della Disabilità, con l’intento di promuovere una cultura sempre più attenta all’accessibilità e alla piena partecipazione di tutte le persone alla vita sociale. Un lavoro che, come sottolinea la stessa programmazione, punta a coinvolgere sempre di più il territorio, attraverso collaborazioni con associazioni, scuole e istituzioni, nella convinzione che le pari opportunità non siano solo una questione normativa, ma un processo culturale che riguarda la comunità intera.
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