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REDAZIONE
È una mattinata da dimenticare quella raccontata da un nostro ascoltatore (L.D.A.) nella rubrica “Dillo a Radio Più”, che accende i riflettori su un episodio emblematico dei disservizi ferroviari lungo la linea Belluno–Padova.
Il treno regionale 16741, in partenza alle 5:30 da Belluno, si blocca all’altezza del passaggio a livello di Levada, nel comune di Pederobba, rimasto aperto per un guasto. Il convoglio è costretto ad attendere l’arrivo delle forze dell’ordine per poter proseguire in sicurezza. Un’attesa che si traduce in un ritardo pesantissimo: ben 54 minuti per percorrere poco più di un chilometro fino alla stazione di Cornuda. Qui i viaggiatori salgono già consapevoli di un arrivo a Padova compromesso. Ma il peggio deve ancora arrivare. Dopo la ripartenza, arriva l’annuncio: il treno terminerà la corsa a Montebelluna. I passeggeri diretti a Padova dovranno cambiare e attendere un altro convoglio alle 6:54. Una comunicazione tardiva che scatena l’indignazione: perché non informare prima, dando la possibilità di organizzarsi diversamente, magari proseguendo in auto? A Montebelluna, la scena finale: i passeggeri costretti a scendere e attendere, mentre il treno appena abbandonato riparte vuoto verso la sua destinazione. Una gestione che solleva più di una domanda sull’organizzazione e sulla comunicazione ai viaggiatori. Perché non basta far viaggiare un treno per garantire un servizio: servono puntualità, informazioni chiare e rispetto per chi ogni giorno si affida al trasporto pubblico.







