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Cresce la preoccupazione nel territorio bellunese per gli effetti della guerra in Iran sull’economia locale. A lanciare l’allarme è la Cisl Belluno Treviso, che evidenzia come le prime conseguenze siano già evidenti: aumento dei carburanti, rincari energetici e perdita del potere d’acquisto per famiglie e lavoratori.
Un impatto immediato che colpisce anche il tessuto produttivo, in particolare i settori energivori come metalmeccanico e chimico, già messi alla prova da crisi industriali e difficoltà strutturali. Le imprese faticano a programmare e investire, mentre iniziano a emergere i primi segnali di rallentamento, con l’interruzione di contratti di lavoro temporanei.
Secondo il segretario generale della Cisl Belluno Treviso, Francesco Orrù, la situazione internazionale rischia di aggravare ulteriormente un contesto già fragile: “L’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti può generare un effetto a catena su inflazione, consumi e occupazione, con possibili ricadute anche sulla cassa integrazione”.
Da qui la richiesta al Governo di interventi urgenti e concreti: contrasto alla speculazione sui carburanti, riduzione delle accise e sostegno alle imprese più esposte ai costi energetici.
Al centro anche il tema fiscale: per la Cisl è necessaria una riforma che alleggerisca il carico su lavoratori e pensionati, con l’obiettivo di difendere il reddito e sostenere il potere d’acquisto.
Francesco Orrù, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, esprime “forte preoccupazione per una situazione internazionale che aumenta l’incertezza e colpisce un territorio già fragile come quello bellunese, segnato da crisi aziendali, carenze di servizi e difficoltà strutturali”. “In questo contesto – sottolinea Orrù – le imprese faticano a programmare e a investire, soprattutto nei settori più esposti ai costi energetici, come metalmeccanica e chimica, con possibili ricadute dirette sull’occupazione: i primi segnali si vedono già, con l’interruzione dei contratti di somministrazione in alcune aziende del territorio. L’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti rischia inoltre di tradursi in un’ondata inflattiva e in un ulteriore incremento del costo della vita, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie e comprimendo i consumi, con effetti a catena sulla produzione e sul ricorso alla cassa integrazione. Contrastare la speculazione selvaggia sui carburanti, intervenire sulle accise e sostenere le imprese fortemente energivore è indispensabile una vera riforma fiscale che alleggerisca il carico delle tasse su lavoratori e pensionati, che hanno la trattenuta alla fonte, per difendere realmente i redditi e sostenere il potere d’acquisto”.
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