**
oggi la giudiziaria
DAL CORRIERE DELLE ALPI
SINTESI – GIGI SOSSO
CORTINA-CADORE Si chiude la vicenda sui contributi agricoli percepiti senza titolo: il Tar del Veneto ha dichiarato inammissibile il ricorso di un’azienda operante da anni tra Cadore e Ampezzo, confermando l’obbligo di restituire oltre 430 mila euro tra aiuti e sanzioni. Al centro del caso, contributi ottenuti dal 2008 su terreni che, secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, non erano nella reale disponibilità dell’impresa. Avepa aveva già disposto la decadenza dai benefici nel 2022, decisione poi confermata anche dal Consiglio di Stato. Il nuovo ricorso riguardava un successivo decreto di ricalcolo delle somme, ma per i giudici si tratta di un atto tecnico e correttivo, peraltro favorevole all’azienda. Per questo è stata esclusa la possibilità di riaprire il caso. La sentenza rende definitiva la restituzione delle somme e condanna la ricorrente anche al pagamento delle spese legali.
BELLUNO, FINTO NECROLOGIO DEL SINDACO: PER IL GIP NON C’È REATO
BELLUNO Si chiude con un’archiviazione il caso delle finte epigrafi con il volto del sindaco Oscar De Pellegrin, comparse la scorsa estate dopo le polemiche sull’area ex Agip. Il giudice ha stabilito che non ci sono reati: né minacce né violenza politica, ma al massimo un’espressione rientrante nel diritto di critica. L’autore, un 74enne bellunese individuato dai carabinieri, era stato denunciato dal sindaco e dagli assessori coinvolti, che avevano contestato accuse più gravi. Tuttavia la Procura aveva già ridimensionato il caso ipotizzando la sola diffamazione. Nonostante l’opposizione dei querelanti, il Gip ha confermato la linea: il contenuto del finto necrologio non supera i limiti di legge e non ha leso la reputazione degli amministratori.
PIEVE DI CADORE, ANTENNA IN VIA CARDUCCI: IL TAR DÀ RAGIONE ALLE COMPAGNIE
PIEVE DI CADORE Il Tar Veneto ha accolto i ricorsi delle società di telefonia contro il Comune, confermando la validità dell’autorizzazione per l’antenna in via Carducci. Al centro della vicenda il principio del “silenzio-assenso”: trascorsi 60 giorni dalla richiesta senza risposta, il via libera si è formato automaticamente. Il Comune aveva poi contestato il progetto, ma secondo i giudici non poteva più intervenire nel procedimento ordinario. Eventuali carenze documentali, spiegano i magistrati, non bloccano l’autorizzazione ma possono essere valutate solo in una fase successiva. La sentenza annulla quindi gli atti comunali e condanna l’amministrazione al pagamento delle spese, ribadendo l’importanza di tempi certi per opere considerate strategiche come le infrastrutture di telecomunicazione.
___






