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DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Si è concluso nei giorni scorsi con risultati particolarmente incoraggianti il corso 2026 per aspiranti volontari promosso dall’associazione Mano Amica. I numeri di questa edizione confermano la vitalità del sodalizio e la capacità di questa associazione che lavora in sintonia con Ulss1 Dolomiti e in particolare, l’hospice Le Vette, di coinvolgere nuove persone nel territorio.
TRENTA NUOVI VOLONTARI, PARTECIPAZIONE GIOVANILE IN AUMENTO
Sono state infatti 38 le persone che si sono iscritte al percorso formativo, e ben 33 hanno portato a termine con regolarità tutte le attività previste. Un dato significativo, più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, che testimonia il crescente interesse verso le attività dell’associazione e il forte radicamento della realtà feltrina. Il gruppo dei partecipanti si è distinto per una composizione eterogenea. L’età dei corsisti parte dai 35 anni, segno di una partecipazione importante anche da parte di giovani adulti e di persone ancora pienamente impegnate nel mondo del lavoro. Significativa anche la presenza femminile. Variegata inoltre la provenienza geografica: circa la metà dei partecipanti arriva da Feltre, mentre gli altri provengono da diverse località della Valbelluna. Da segnalare anche una presenza consistente dall’area del Primiero, con sette corsisti. Il corso ha consentito anche quest’anno di preparare diverse tipologie di volontari, in linea con le molteplici attività portate avanti dall’associazione: i volontari dello “stare”, impegnati nella relazione di cura e nell’ascolto; i volontari del “fare”, attivi negli interventi pratici; e i volontari dedicati alle attività di supporto, come il giardinaggio, la gestione dei mercatini e gli aspetti logistici, anch’essi fondamentali per il buon funzionamento di Mano Amica.
FORMARE I VOLONTARI
«Questa edizione del corso ha evidenziato un grande impegno da parte dei partecipanti – sottolinea il dottor Franco Capretta, responsabile della formazione di Mano Amica e coordinatore del corso –. Ben 27 corsisti hanno preso parte a tutti gli incontri previsti, dimostrando una costanza e una motivazione davvero rilevanti. Molti di loro hanno inoltre manifestato il desiderio di proseguire con ulteriori momenti formativi, segno di un interesse autentico e consapevole verso il volontariato». Capretta evidenzia anche il valore della preparazione: «Una formazione adeguata è fondamentale per svolgere un’attività di volontariato efficace, rispettosa e qualificata. La qualità del servizio offerto passa necessariamente attraverso la qualità della formazione ricevuta».
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