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BELLUNO “È paradossale e inaccettabile assistere al possibile smantellamento della giustizia bellunese proprio mentre si annuncia la riapertura del Tribunale di Bassano del Grappa. Una scelta che ignora le difficoltà logistiche della montagna e calpesta il diritto dei cittadini bellunesi alla prossimità della giustizia”. Di fronte alla recente proposta dell’Associazione Nazionale Magistrati che ipotizza la chiusura dei tribunali e delle procure al di sotto di determinati parametri numerici, la Cisl Fp Belluno Treviso ribadisce con fermezza la propria posizione storica a difesa degli uffici giudiziari bellunesi. “Non resteremo a guardare – dichiara il sindacalista Angelo Costanza, che ha espresso la posizione della Cisl Funzione Pubblica in una lettera inviata ieri non solo agli iscritti, ma anche ai vertici di Tribunale, Unep, Procura della Repubblica e Ufficio del Giudice di Pace di Belluno – esprimeremo la nostra più convinta opposizione a questa deriva in ogni sede e a tutti i livelli istituzionali”. “Negli anni – prosegue Costanza – ci siamo battuti instancabilmente presso il Ministero della Giustizia per chiedere l’integrazione del personale e il mantenimento di un presidio essenziale per il territorio. La gravità della situazione è ancora oggi certificata dai numeri drammatici delle piante organiche”. Il Tribunale di Belluno presenta una scopertura effettiva di personale pari al 49%. Si tratta di un dato già insostenibile che, secondo le proiezioni, è destinato a peggiorare drasticamente: nel corso del 2026 la carenza raggiungerà il 60%. Le criticità diventano estreme in alcuni uffici, dove il servizio ai cittadini è ormai ridotto ai minimi termini. Si tratta dell’Unep (Ufficio Notificazioni, Esecuzioni e Protesti) che presenta scopertura del 60% e dell’Ufficio del Giudice di Pace, con una carenza record dell’80% del personale necessario e previsto per svolgere l’attività. “Già in passato – spiega Costanza – avevamo colto segnali di un disegno volto ad accorpare gli uffici di Belluno a quelli di Treviso. Recentemente, si era finalmente aperto uno spiraglio concreto grazie all’approvazione della Legge sulla Montagna, che riconosce le specificità dei territori montani e, proprio per contrastare le gravi carenze di organico che affliggono uffici Giudiziari come il Tribunale di Belluno, prevede l’attivazione di procedure di mobilità volontaria per il personale delle amministrazioni pubbliche e la possibilità di tali trasferimenti senza il preventivo nullaosta dell’amministrazione di provenienza. Questa misura sembrava destinata a garantire la sopravvivenza del presidio, offrendo uno strumento rapido per colmare i vuoti di personale. Tuttavia, la recente proposta dell’ANM rischia di vanificare definitivamente questo spiraglio normativo”.
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