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ROCCA PIETORE
Ci sono episodi che, più di altri, riescono a raccontare il valore profondo di una comunità. È quanto accaduto mercoledì 25 marzo in un paese della Val Pettorina, dove una donna è stata salvata grazie alla prontezza e alla competenza di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri. La signora si è sentita male improvvisamente in strada, accasciandosi a terra. A notarla è stata una giovane del posto, che passava casualmente di lì. Capito subito cosa stava accadendo, non ha esitato un istante: ha iniziato le manovre salvavita. Un gesto tutt’altro che improvvisato, perché la ragazza è volontaria delle ambulanze di Rocca Pietore e conosce bene le procedure di primo soccorso. Pochi istanti dopo è arrivata anche un’altra passante, anch’essa volontaria, e insieme hanno allertato il 118 continuando il massaggio cardiaco, alternandosi con lucidità e determinazione. Una catena di intervento perfetta, che in pochi minuti ha visto l’arrivo dell’ambulanza dei volontari e dell’automedica di base a Bosco Verde. Decisivo l’utilizzo del defibrillatore e l’intervento del medico d’urgenza: la donna ha ripreso conoscenza ed è stata poi affidata all’elisoccorso del Suem, che l’ha trasferita in ospedale per le cure e gli accertamenti necessari. Un episodio che parla di fortuna, certo, ma soprattutto di preparazione, tempestività e presenza sul territorio. Viene spontaneo chiedersi quanti luoghi possano contare su una rete di soccorso così efficiente, capace di intervenire in tempi rapidissimi anche in contesti montani. Fondamentale, ancora una volta, il ruolo dell’automedica attiva durante la stagione invernale nei comuni dell’Alto Agordino, dello Zoldano e della Val Biois, a supporto dei volontari. La presenza di un medico sul territorio può fare la differenza tra la vita e la morte, soprattutto considerando la distanza dagli ospedali. In un tempo in cui spesso si tende a sottolineare ciò che non funziona, episodi come questo ricordano invece quanto sia preziosa la nostra sanità territoriale e quanto sia insostituibile il lavoro dei volontari, dei medici e di tutto il personale del soccorso. L’auspicio, condiviso anche dai sindaci dell’Agordino, è che questo servizio possa essere consolidato e mantenuto anche nella stagione estiva, a beneficio dei residenti e dei tanti turisti che frequentano le nostre valli. Una richiesta rivolta alla Regione Veneto e alla direzione dell’Ulss Dolomiti, perché continuino a sostenere un presidio che rappresenta una vera sicurezza per il territorio. Perché dietro a ogni intervento riuscito c’è molto più di un soccorso: c’è una comunità che funziona, che si aiuta e che sa prendersi cura dei suoi.







