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Utile di 2 mila euro su oltre 680 mila di ricavi. Un modello per la montagna e riferimento per la legge regionale sulle cooperative di comunità
LAMOSANO Un bilancio positivo, ma soprattutto un segnale forte per il territorio montano. La Cooperativa di Lamosano chiude il suo 117° esercizio in attivo, con un utile di circa 2 mila euro a fronte di oltre 680 mila euro di ricavi. Un risultato approvato domenica 12 aprile durante l’assemblea generale dei soci, alla presenza anche di rappresentanti di Legacoop – Coop Alleanza 3.0. Un traguardo che va oltre i numeri e che conferma il ruolo della cooperativa come presidio fondamentale per i servizi locali e per la vita della comunità. A sottolinearlo è anche Paolo Zanon, consigliere del Comune di Chies d’Alpago: «Si tratta di una realtà importante per il territorio, portata avanti con spirito volontaristico. La cooperativa rappresenta un esempio concreto di partecipazione democratica e di impresa che deve comunque confrontarsi con i numeri per restare in equilibrio». Soddisfatto il presidente Zaccaria Tona, che ha ricordato il valore storico e sociale della cooperativa: «Siamo alla 117ª assemblea e questo è motivo di orgoglio. Siamo tra le cooperative più longeve dell’Adriatico e rappresentiamo un punto di riferimento non solo in Alpago, ma anche a livello provinciale e regionale. Non siamo solo un negozio: siamo un servizio alla comunità. Finché ci sono servizi, la gente resta in montagna».
Un concetto ribadito anche nel messaggio rivolto ai soci: ogni acquisto effettuato nel punto vendita diventa un investimento diretto nel territorio e nella sua sopravvivenza. Tra gli ospiti dell’assemblea anche Francesca Durighel, vicepresidente della Commissione Etica di Coop Alleanza 3.0, che ha evidenziato il valore di queste esperienze nei territori periferici: «Queste realtà permettono alla grande distribuzione cooperativa di essere presente anche in zone difficili, grazie a una scelta consapevole di qualità e di radicamento locale». Un modello che si fonda anche su rapporti con produttori del territorio e su strategie commerciali sostenibili, pur in un contesto reso complesso dai costi logistici e dall’aumento dei carburanti.
In rappresentanza di Legacoop Veneto, Michele Pellegrini ha evidenziato come l’esperienza di Lamosano abbia già generato effetti concreti: «Grazie al suo know-how sono nate altre cooperative, come quella di Zoppè di Cadore, e altre potranno nascere in futuro. Questo modello ha contribuito anche alla recente legge regionale sulle cooperative di comunità, approvata il 5 agosto 2025». Una normativa che trova proprio nella cooperativa di Lamosano un esempio concreto di applicazione: un’impresa capace di creare lavoro, economia reale e servizi essenziali per il territorio. Durante l’assemblea è stata inoltre annunciata una buona notizia per la viabilità locale: nei prossimi giorni sarà riaperto uno degli accessi principali alla cooperativa, attualmente chiuso per lavori. Un intervento che rientra nel più ampio progetto del nuovo ponte di Lamosano, destinato a migliorare la viabilità dell’area. La cooperativa si conferma così non solo un’attività economica, ma un vero e proprio punto di riferimento sociale, capace di tenere insieme comunità, servizi e sviluppo, offrendo un modello replicabile per molte realtà montane.
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