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il territorio italiano cambia di continuo: nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici quasi 78 chilometri quadrati, con un incremento del 16% rispetto al 2023 . Con oltre 78 chilometri quadrati di consumo di suolo netto ben 7.880 ettari agricoli sono spariti, assieme a 390 aziende agricole di media dimensione, si tratta del valore più alto dell’ultimo decennio.
Energia pulita sì, ma senza sacrificare il territorio agricolo. È questa la posizione netta del Gruppo Natura Lentiai, da oltre vent’anni impegnato nella promozione del fotovoltaico diffuso su abitazioni, aziende e strutture pubbliche. Non a caso Lentiai è stato definito in passato il “paese del Sole”, grazie all’elevato numero di impianti installati in pochi anni. Una scelta che ha coniugato risparmio energetico, riduzione dell’inquinamento e basso impatto ambientale, privilegiando l’utilizzo dei tetti rispetto al consumo di suolo. Il gruppo ribadisce il proprio sostegno alle comunità energetiche rinnovabili (CER), che permettono di condividere l’energia prodotta localmente tra più utenti, con benefici economici e ambientali. Preoccupazione invece per il progetto di un maxi impianto fotovoltaico a terra nella zona artigianale di Farra di Mel, destinato a occupare terreni agricoli. «Non è questa la strada – sottolinea il GNL –. Esistono già ampie superfici inutilizzate, come capannoni vuoti o strutture dismesse, perfette per ospitare impianti senza compromettere il verde». Il tema è ancora più urgente alla luce dei dati sul consumo di suolo: nel 2024 in Italia sono stati coperti quasi 78 chilometri quadrati, con la perdita di migliaia di ettari agricoli e centinaia di aziende. «La produzione di energia rinnovabile è indispensabile – conclude il Gruppo – ma va sviluppata con equilibrio, evitando nuove forme di sfruttamento del territorio. Senza una visione sostenibile e condivisa, il rischio è quello di favorire operazioni puramente speculative».







