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REDAZIONE Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Anacleto Boranga, divulgatore naturalistico e ambientale di Belluno, che interviene sugli abbattimenti degli alberi in via Feltre. Il tiglio, scrive Boranga, è simbolo di dolcezza: le foglie a cuore, il profumo estivo e il miele particolarmente dolce ne rappresentano l’essenza. Richiama inoltre Ovidio e la metamorfosi di Filemone e Bauci trasformati in tiglio, emblema di amore coniugale e armonia.
In via Feltre a Belluno, denuncia, si sarebbe abbattuta la “dolcezza” degli alberi, rinunciando al confronto democratico tra visioni urbanistiche diverse.
Secondo la segnalazione, il viale era in alcuni tratti troppo fitto, causando competizione tra piante e problemi ai marciapiedi e ai tombini. Non si è optato per una selezione, ma per un abbattimento indiscriminato con motoseghe, eseguito mentre gli alberi erano ancora in vegetazione. Le chiome, ancora rigogliose, attiravano uccelli con i loro richiami armoniosi, rendendo l’intervento ancora più doloroso per il paesaggio. Si è così celebrata la morte della dolcezza, sottolinea Boranga, che invita a riflettere sul rapporto tra città, natura e scelte urbanistiche future più equilibrate e del patrimonio naturale urbano complessivo.
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