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CESIOMAGGIORE Busche di Cesiomaggiore ha fatto da cornice, ieri mattina, all’inaugurazione della nuova sede produttiva della cooperativa agricola La Fiorita, in via Ponach. Un taglio del nastro partecipato, con la presenza di soci, dipendenti, amministratori e clienti affezionati, a testimonianza del radicamento della cooperativa nel tessuto locale. Una storia che ha avuto avvio nel 1977, e che negli anni oggi riunisce oltre 250 produttori e gestisce due punti vendita sul territorio, uno a Busche, presso la “Piazza dei Sapori” e uno a Trichiana di Borgo Valbelluna. La nuova struttura di 800 metri quadrati, distribuiti tra magazzino, laboratorio di trasformazione, celle frigorifere e spazi logistici, segna quindi un passaggio importante per l’incremento produttivo dopo un lungo iter, durato quasi un decennio. A tracciare il significato dell’opera è stato il presidente Eugenio Garlet, che ha parlato di un traguardo costruito nel tempo: “Un percorso lungo, impegnativo, iniziato nel 2015 e che oggi ci consente di avere finalmente uno spazio adeguato per sviluppare le nostre attività”. Ma il messaggio è rivolto soprattutto al futuro: “È un nuovo punto di partenza, che richiederà equilibrio e responsabilità”. Garlet ha infatti richiamato anche l’impegno economico legato alla struttura: per i primi tre anni il costo sarà di 18 mila euro annui, destinati a salire a 24 mila. Un elemento che impone una gestione attenta, ma che al tempo stesso rappresenta una leva per consolidare e ampliare l’attività della cooperativa. Alla cerimonia ha portato il proprio saluto l’assessore regionale alla montagna Dario Bond. Il sindaco Carlo Zanella ha invece ricordato le difficoltà del percorso: “Un progetto complesso, segnato dall’aumento dei costi e dalla pandemia. Oggi però consegniamo al territorio una struttura di cui andare fieri”. Tra gli interventi anche quello di Stefano Broccon, primo dipendente della cooperativa, che ha offerto uno sguardo interno alla crescita: “In vent’anni siamo passati da una realtà molto piccola a un’organizzazione che oggi dà lavoro a dieci persone. Il CDA attuale ha una grande responsabilità, non solo verso il territorio, ma anche verso noi e li ringraziamo per questo”. A chiudere il quadro il contributo del dottore agronomo Stefano Sanson, che ha richiamato la storia e l’identità della cooperativa: il 2026 segna infatti l’ingresso nel cinquantesimo anno di attività, un traguardo che conferma la solidità di un modello fondato sulla valorizzazione delle produzioni locali e che fu lungimirante costruire già anni orsono, grazie anche alla coprogettazione con l’IIS Agrario “Antonio della Lucia” di Feltre e gli amministratori locali. Dalla patata De.Co di Cesiomaggiore al mais sponcio, fino all’orzo delle Dolomiti e alle orticole, La Fiorita ha costruito negli anni una proposta sempre più riconosciuta, sostenuta anche da una crescita costante delle vendite, con incrementi che in alcune realtà raggiungono il 20-25% annuo. “La nuova sede punta ora a rafforzare questa traiettoria, ampliando le capacità produttive e aprendo a nuovi mercati. Un investimento che guarda avanti, mantenendo però ben saldo il legame con il territorio e con le sue radici agricole e di custodia del territorio” ha concluso Garlet.
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