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BELLUNO Il silenzio che per mesi ha avvolto il futuro degli stabilimenti Edim di Quero e Villasanta si è rotto ufficialmente oggi. Il gruppo Bosch ha un successore e il nome, finora protetto dal vincolo di riservatezza, è quello della piemontese Tecnomeccanica, che in passato ha acquisito la Magneti Marelli. La conferma è arrivata durante l’incontro odierno tra le Segreterie Territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil e le Rsu con la direzione aziendale. Un passaggio che assume un valore politico prima ancora che industriale: l’acquirente ha dato la disponibilità di presentarsi al tavolo sindacale prima ancora di siglare il contratto definitivo. “È un segnale di distensione volto a chiudere una stagione di incertezza e a preparare il terreno per una pacificazione sociale necessaria dopo mesi di limbo”, afferma Mauro Zuglian della Fim Cisl Belluno Treviso. Sul fronte del reddito, la proroga della cassa integrazione per 13 settimane – con scadenza fissata al 5 agosto – rappresenta l’ossigeno necessario per traghettare l’azienda verso la nuova proprietà. Tuttavia, al tavolo è emerso chiaramente che l’ammortizzatore non è considerato una soluzione di lungo periodo. “L’obiettivo – prosegue Zuglian – è quello di usare meno cassa integrazione possibile, un piano ambizioso che punta al riassorbimento totale della forza lavoro grazie a un nuovo portafoglio clienti e commesse fresche. Tecnomeccanica sembra intenzionata a trasformare i poli produttivi in asset capaci di reggersi sulle proprie gambe, evitando la strada della lenta dismissione”. Il prossimo 27 aprile sarà il vero banco di prova: la discussione si sposterà sulla gestione pratica dei turni e sulla rotazione dei lavoratori. La Fim chiede criteri di equità affinché il sacrificio non gravi solo su determinati reparti, mantenendo attive le competenze in attesa della ripresa produttiva estiva. Mentre Edim si avvia verso la cessione, buone notizie arrivano anche dal tavolo romano per la vertenza Hydro. L’esame congiunto tra i vertici societari e le sigle sindacali oggi ha prodotto aperture significative sul fronte degli ammortizzatori sociali, con un sensibile miglioramento delle condizioni per i dipendenti coinvolti. L’accordo prevede una revisione al rialzo delle percentuali di integrazione salariale: la quota garantita sale al 78%, raggiungendo l’80% per le fasce salariali più deboli. Inoltre il periodo di cassa non inciderà negativamente sulla maturazione di ferie, tredicesima e quattordicesima. “Se il sostegno al reddito è blindato, resta aperta la partita della reindustrializzazione – spiega Zuglian -. Negli stabilimenti proseguono i sopralluoghi tecnici di potenziali investitori che stanno valutando la sostenibilità degli impianti. La data spartiacque è già fissata sul calendario: l’11 maggio. In quella sede si capirà se l’interessamento dei gruppi privati si trasformerà in offerte vincolanti capaci di ridisegnare il futuro del sito produttivo”.
MAURO ZUGLIAN, FIM CISL
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