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L’asimmetria che si crea tra chi sa pensare con l’IA e chi sa solo delegare all’IA.
La fiaba di Rodari ‘la macchina per fare i compiti’ mi ha dato lo spunto per una riflessione sull’uso che stiamo facendo di uno strumento potente come l’ intelligenza artificiale. Dalla presentazione di chatGPT nel novembre 2022 questa tecnologia ha fatto passi incredibili. Siamo passati da attività relativamente banali, ma che nel 2022 sembravano già fantascienza, alla esecuzione di compiti che metterebbero in difficoltà la maggior parte di noi sia per complessità che per velocità di esecuzione.
PENSARE CON L’IA O DELEGARE ALL’IA? LA NUOVA FRATTURA DIGITALE
Ma c’è una domanda che dobbiamo iniziare a porci ogniqualvolta stiamo per digitare un prompt: ‘ stiamo pensando con l’IA o stiamo solo delegando all’IA?’
Senza questa consapevolezza il rischio è, come scrive Rodari, di dare il nostro cervello in cambio della soluzione più facile. Perché delegare significa affidare a qualcun altro l’esecuzione di un compito, significa accontentarsi di produrre un compito senza formarsi facendolo. Il risultato che ne deriva non è più nostro, non siamo più noi, ma è il risultato di una inferenza probabilistica fatta da un modello linguistico avanzato e addestrato su enormi quantità di dati.
PENSARE MEGLIO, NON PENSARE MENO: LA LEZIONE DELL’IA
Pensare con l’AI ribalta la prospettiva: l’idea, la scintilla, l’innesco che dà il via ad un processo è nostro, il modello ci aiuta a migliorarlo e farlo crescere colmando le lacune e proponendo alternative che non abbiamo valutato, ma il risultato è nostro, siamo noi potenziati dall’IA. Se chiedo all’AI di scrivere una query SQL senza prima provarci, non sto imparando, sto solo scegliendo la strada più facile. Se le passo la mia query e le chiedo dove sto sbagliando e perché, sto crescendo. 53 anni fa il bambino di Rodari ci metteva in guardia sul pericolo di scambiare il nostro cervello con la via facile perdendo di conseguenza la libertà. Oggi dobbiamo imparare ad imparare da questa incredibile tecnologia che può aiutarci così come annullarci, dipende solo da noi.








