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REDAZIONE Il mondo dello sport e l’Italia intera piangono Alessandro Zanardi. Il campione bolognese si è spento ieri, 1 maggio, all’età di 59 anni. L’annuncio è arrivato in una nota ufficiale della famiglia, che ha stretto Alex in un ultimo, commosso abbraccio. “Si è spento serenamente”, hanno dichiarato i congiunti, chiedendo silenzio e rispetto per un dolore che oggi appartiene a un’intera nazione. Zanardi non è stato solo un pilota di Formula 1 o un fuoriclasse del paraciclismo, disciplina in cui ha conquistato quattro ori olimpici tra Londra e Rio. È stato, soprattutto, un simbolo di resilienza. Dopo il tragico incidente del 2001 e l’amputazione delle gambe, Alex aveva trasformato la disabilità in una nuova, straordinaria opportunità di vita. La sua corsa si era però tragicamente complicata nel 2020, a causa di un secondo scontro stradale durante una staffetta di beneficenza nel senese. Ironico, empatico e instancabile, Zanardi ha fatto crescere il movimento paralimpico più di chiunque altro, offrendo speranza a chi pensava di aver perso tutto. Oggi lascia la moglie Daniela e il figlio Niccolò, ma la sua eredità resta scolpita nella storia: l’esempio di un uomo che, nonostante i colpi di un destino a volte crudele, non ha mai smesso di sorridere alla vita.
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