**
Una nuova figura specializzata per aiutare i tribunali nella ricostruzione degli incidenti alpini. Il primo corso partirà il 25 maggio in collaborazione con l’Università di Trento
Quando un incidente in montagna approda in tribunale, ricostruire con precisione quanto accaduto non è mai semplice. Valanghe, cadute in parete, crolli rocciosi, ghiacciai e condizioni ambientali estreme rendono spesso difficile accertare eventuali responsabilità. Proprio per rispondere a questa crescente esigenza nasce una nuova figura professionale specializzata: il consulente tecnico delle Guide Alpine Italiane per incidenti in montagna. A promuovere il nuovo percorso formativo è il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, che dal 25 maggio avvierà il primo corso dedicato alla formazione di consulenti tecnici d’ufficio e periti penali specializzati in ambiente alpino. A spiegare il significato di questa novità è Edy Grange, Guida Alpina valdostana e consulente tecnico in ambito giudiziario con esperienza internazionale.
“Uno dei principali problemi nei procedimenti giudiziari legati agli incidenti in montagna – spiega Grange – è che i consulenti nominati dai tribunali non sempre possiedono competenze specifiche sull’ambiente alpino. Questo può portare a valutazioni incomplete o non uniformi, con conseguenze importanti sia per l’accertamento delle responsabilità sia per la tutela dei professionisti coinvolti”. Negli ultimi anni il mondo della montagna è profondamente cambiato. È aumentato il numero delle persone che frequentano le terre alte, si sono moltiplicate le discipline sportive e si è intensificata anche l’attenzione giudiziaria nei confronti degli incidenti, soprattutto quando si tratta di attività guidate o organizzate. Secondo Grange, il nuovo approccio della magistratura tende sempre più a individuare responsabilità precise, rendendo indispensabile la presenza di figure altamente preparate e capaci di tradurre gli aspetti tecnici dell’ambiente montano in elementi comprensibili in sede processuale. Il nuovo percorso di specializzazione nasce anche alla luce della riforma Cartabia, che ha introdotto criteri più rigorosi per l’iscrizione e la formazione dei consulenti tecnici chiamati a collaborare con la giustizia. Il corso, sviluppato insieme all’Università di Trento, unirà competenze tecniche e formazione giuridica. Le Guide Alpine partecipanti affronteranno temi legati alla responsabilità professionale, alla redazione delle perizie e alle procedure giudiziarie, ma anche aspetti pratici come la gestione del rischio, gli incidenti in valanga, i crolli in roccia, il permafrost, i ghiacciai e i seracchi. Una parte centrale del percorso sarà dedicata al linguaggio giuridico, con il supporto di avvocati penalisti che insegneranno come trasformare una valutazione tecnica in una relazione utilizzabile in tribunale. La formazione si concluderà a dicembre con una simulazione completa di perizia e processo, considerata uno degli elementi più innovativi del progetto. “L’obiettivo finale – conclude Grange – è arrivare alla creazione di un elenco nazionale di professionisti qualificati da mettere a disposizione dei tribunali, insieme a linee guida condivise per la valutazione degli incidenti in montagna”.
___









