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DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Il Palio di Feltre ha aperto ufficialmente il suo nuovo anno nel segno della tradizione, della partecipazione e della grande arte contemporanea. Come da consuetudine, la domenica che precede la festa dei Santi Vittore e Corona coincide con uno dei momenti più sentiti dal mondo paliesco: la Messa del Palio al Santuario-Basilica minore di Anzù, appuntamento che segna simbolicamente l’inizio del cammino verso la 47.ma edizione della manifestazione.
TRA SACRO E TRADIZIONE
Una cerimonia che unisce il valore religioso all’identità profonda della città e dei suoi Quartieri. In una chiesa gremita di sbandieratori e tamburini, contradaioli, appassionati e cittadini, si è svolta la celebrazione officiata dal rettore don Francesco De Luca, accompagnata dal Coro Femminile Vocincanto. Ad aprire la mattinata era stato il tradizionale corteo degli sbandieratori e tamburini dei quattro Quartieri assieme al Gruppo Sbandieratori Città di Feltre, partito dalla chiesa di Anzù fino al Santuario. Tra i momenti più attesi, la restituzione del Palio dei XV Ducati da parte del Quartiere Port’Oria, vincitore dell’edizione 2025. Diverso dal drappo realizzato ogni anno dall’artista incaricato – quello dello scorso agosto portava la firma di Mimmo Paladino e rimane custodito nel quartiere vincitore – il Palio dei XV Ducati passa di mano in mano, diventando simbolo vivente della continuità della sfida paliesca.
UN DRAPPO INTERNAZIONALE E DI COMUNITA’ FIRMATO SENATORE
Ma l’attenzione era tutta concentrata anche sull’annuncio del segretissimo, fino all’ultimo, nome dell’artista chiamata a realizzare il drappo 2026. A svelarlo è stato il presidente dell’Associazione Palio, Eugenio Tamburrino: sarà Marinella Senatore, tra le artiste italiane più affermate e riconosciute a livello internazionale, a firmare l’opera che andrà al Quartiere vincitore del prossimo Palio. Nata a Cava de’ Tirreni nel 1977, Senatore è oggi protagonista di importanti esposizioni internazionali, tra cui quella alle Procuratie Nuove nell’ambito della 61.ma Biennale di Venezia. Recentemente è stata inoltre nominata artista dell’anno 2026 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nel suo intervento, Tamburrino ha sottolineato il valore identitario della manifestazione e il tema scelto per l’edizione 2026: “Passione e Comunità”. Un binomio che, ha spiegato il presidente, rappresenta non solo l’anima del Palio ma anche il bisogno contemporaneo di costruire veri legami tra persone e partecipazione di comunità attraverso esperienze condivise. “La scelta di Marinella Senatore – ha evidenziato Tamburrino nel suo discorso – ci rende felici e orgogliosi: ancora una volta il Palio di Feltre dimostra di saper portare in città la grande arte internazionale, ma soprattutto un’artista che nelle sue opere mette al centro proprio i processi comunitari e le espressioni della società, elementi che fanno parte del dna più autentico del Palio”.
LE PAROLE DELL’ARTISTA
L’artista ha già anticipato alcuni elementi del lavoro che realizzerà per Feltre. “L’arazzo è una forma di memoria collettiva: intreccia gesto, tempo e comunità, trasformando la tradizione in un linguaggio profondamente contemporaneo – ha spiegato Senatore –. Mi interessa lavorare sui simboli popolari come dispositivi attuali: il tessile diventa spazio poetico e partecipativo, dove storia e immaginazione si incontrano”.
TUTTA FELTRE PER IL PALIO
Alla cerimonia erano presenti anche il direttivo dell’Associazione Palio e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il neo assessore delegato al Palio Matteo Titton, che ha sottolineato: “Un’emozione forte. Ho sempre visto il Palio da fuori, questa è la prima volta che lo vivo da dentro. Feltre si prepara per un’edizione in continuità con lo spirito che ha animato questa storia lunga 47 edizioni” L’avvio dell’anno paliesco arriva dopo il successo dei primi appuntamenti di “Aspettando il Palio”, dalla conferenza inaugurale alla partecipata caccia al tesoro di sabato pomeriggio che ha coinvolto 350 persone. Segnali che, come evidenziato dagli organizzatori, confermano quanto il territorio continui a sentirsi profondamente legato alla sua manifestazione simbolo.
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