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DI MARINA DONA’
BELLUNO Sabato 20 giugno il teatro comunale Dino Buzzati di Belluno, ha ospitato la tradizionale Festa dei Popoli, organizzata dal Coordinamento Rete Immigrazione della Provincia di Belluno in collaborazione con il Comune di Belluno. Un appuntamento dedicato all’incontro tra culture diverse: “Tante culture, una sola umanità”. Sul palco si sono alternate testimonianze, racconti di vita e momenti di spettacolo rappresentativi di undici diverse nazionalità. Tra gli interventi più emozionanti, quello di una donna afghana che ha raccontato il difficile percorso che l’ha portata in Italia insieme alla sua famiglia e la sfida quotidiana di crescere cinque figli ancora piccoli in un nuovo contesto sociale e culturale. Grande partecipazione anche per le esibizioni di danze tradizionali dei vari popoli presenti, che hanno offerto al pubblico un viaggio simbolico attraverso culture, tradizioni e identità differenti, unite da un comune messaggio di pace e convivenza. Numerose le autorità intervenute alla manifestazione, tra cui il vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni, il senatore Luca De Carlo, rappresentanti del mondo della scuola e dell’associazionismo locale, tra cui l’organizzazione “Insieme si può”. Nel corso dell’evento sono stati presentati anche diversi progetti dedicati all’inclusione sociale e all’integrazione. Tra questi spicca la collaborazione, giunta al secondo anno consecutivo, con OneSight Luxottica, che ha permesso di offrire visite oculistiche gratuite a persone migranti in condizioni di fragilità. Grazie all’iniziativa, 110 beneficiari hanno ricevuto un paio di occhiali correttivi, un intervento concreto a sostegno della salute e dell’inclusione. Tra i temi affrontati durante la manifestazione anche il ruolo della scuola, dello sport e degli scambi culturali come strumenti fondamentali per favorire l’integrazione e costruire una comunità sempre più aperta, accogliente e capace di valorizzare le differenze. Una giornata di festa, riflessione e condivisione che ha confermato come il dialogo tra culture rappresenti una risorsa preziosa per il territorio bellunese e per l’intera società.
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