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BORGO VALBELLUNA Le comunità di Boscariz di Feltre e di Lentiai di Borgo Valbelluna si sono raccolte in un silenzio composto per dare l’ultimo saluto a Franco Grigoletto, venuto a mancare nei giorni scorsi. Nato nel 1946, avrebbe raggiunto il traguardo degli ottant’anni il prossimo settembre. Un uomo stimato e benvoluto, che ha lasciato un segno non tanto attraverso le parole, quanto con uno stile di vita improntato alla sobrietà, alla dedizione e alla coerenza. Accanto al dolore della famiglia – lo ricordano la moglie Luigina, i figli Laura e Massimo con Michela, il nipote Lorenzo, il fratello Flavio con la famiglia – emerge il valore di una storia che si intreccia profondamente con quella del territorio. Con Franco, infatti, la gioielleria Pasa di Lentiai ha continuato a essere non solo un’attività commerciale, ma un punto di riferimento per la Valbelluna. L’azienda, fondata da Ugo Pasa, passò nel 1979 nelle mani dei fratelli Grigoletto in un momento delicato, successivo a una rapina che aveva segnato duramente l’impresa e scosso un’intera comunità. Da quel passaggio nacque una nuova fase: Flavio, il fratello maggiore, con Franco, cresciuti come apprendisti tra banco e laboratorio, seppero ridare slancio e solidità a un’attività che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nella comunità. Franco, in particolare, era l’anima silenziosa del laboratorio. Orologiaio di grande competenza, trascorreva intere giornate chinato sugli ingranaggi, guidato da una pazienza quasi artigianale e da un profondo rispetto per il tempo e per il lavoro ben fatto. Formatosi in Svizzera, aveva poi trasmesso il mestiere al figlio Massimo, contribuendo a costruire un passaggio di competenze che ancora oggi rappresenta uno dei tratti distintivi dell’azienda di famiglia. «Era sempre presente, ma mai in primo piano», ricorda il nipote Lorenzo, che oggi rappresenta uno dei volti della nuova generazione della gioielleria. «Ci ha insegnato il valore della misura, della costanza e dell’impegno quotidiano. Anche io mi sento parte di questa storia, che porto avanti con orgoglio da qualche anno». Fino a pochi mesi fa, prima dell’intervento che ne aveva indebolito la salute, Franco non aveva mai smesso di frequentare il suo banco di lavoro, lasciando un’eredità fatta di gesti più che di parole. I funerali si svolgeranno in forma privata il 9 gennaio nella mattinata, nella chiesa di Boscariz. L’epigrafe scelta dalla famiglia riporta un saluto semplice e diretto: “Ciao da Franco Grigoletto”, una frase che restituisce con immediatezza il suo carattere schietto e ironico, come ricorda il nipote Lorenzo. Accanto al lavoro, Franco coltivava passioni genuine: l’amore per il calcio, l’impegno nel mondo sportivo locale, i viaggi. Ma ciò che più di tutto rimane è il suo senso profondo di responsabilità verso gli altri, espresso attraverso una beneficenza discreta, mai ostentata. Un tratto che ha trovato il suo significato più alto nella decisione di donare gli organi, ultimo gesto di altruismo che oggi si traduce in una nuova possibilità di vita per altre persone.
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