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FELTRE Domenica 11 gennaio, a Cart di Feltre, si riaccendono le luci di un locale che per anni è stato punto di riferimento per il territorio: il Pan e Vin. Dopo dodici mesi di silenzio, lo storico esercizio riapre con una nuova gestione e una nuova identità, tornando a essere osteria e luogo di incontro. L’inaugurazione è affidata a un gesto simbolico e volutamente semplice: una bicchierata di benvenuto nel pomeriggio, pensata per brindare insieme a un nuovo inizio. «Volevamo qualcosa di spontaneo e conviviale» spiega Alberto Polla, feltrino, nuova anima del locale insieme alla socia e compagna Giorgia Costanzo. « Siamo pronti per restituire vita a un’attività storica con le nostre idee e tanta energia. La cucina aprirà ufficialmente da lunedì 12 a pranzo e non vediamo davvero l’ora di accogliervi». Il Pan e Vin si presenta oggi con ambienti rinnovati, arredati in stile rustico, caldo e accogliente, nel solco della tradizione d’osteria. A pranzo, durante la settimana, spazio a un menù operaio curato e concreto; la sera, invece, una proposta fatta di piatti semplici, sempre freschi e rigorosamente fatti in casa. Il locale resterà chiuso il martedì sera e per l’intera giornata di mercoledì. La storia di Alberto e Giorgia sboccia cinque anni fa a San Candido, nel cuore dell’ospitalità turistica alpina. Un percorso umano e professionale condiviso che oggi trova una nuova casa nel feltrino. «È stato il momento giusto per fermarsi e mettere giù le valigie», racconta Giorgia. Piemontese di Casale Monferrato, porta con sé esperienze maturate tra l’Inghilterra e diverse realtà italiane. «Mi sono innamorata di questo territorio: è ricco di suggestioni, di persone autentiche e di ingredienti locali straordinari. Vogliamo valorizzarli con una cucina genuina, capace di raccontare la stagionalità». Alberto, formatosi al Dolomieu di Longarone, torna a casa dopo un lungo viaggio professionale che lo ha visto impegnato dal 2011 al 2018 nel Motomondiale e nel 2019 nel Mondiale Rally, tra fornelli e chilometri macinati come cuoco e autista. «Negli ultimi anni è cresciuta in noi la voglia di rientrare e restituire ciò che abbiamo imparato a un territorio che sentiamo come casa», spiegano.
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