
Un tentativo di truffa ben architettato sta prendendo di mira i cittadini e i visitatori del territorio di Val di Zoldo. A lanciarne l’allarme è direttamente il sindaco, Camillo De Pellegrin, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute riguardo a messaggi SMS ingannevoli inviati da malintenzionati. Come funziona il raggiro La truffa viaggia tramite SMS (e in alcuni casi via email): il messaggio notifica al destinatario una presunta sanzione da saldare e lo invita a cliccare su un link per completare il pagamento. Una volta aperto il collegamento, l’utente viene indirizzato verso un sito web falso, strutturato per imitare nell’aspetto le piattaforme ufficiali della Pubblica Amministrazione, in particolare la piattaforma SEND (Servizio Notifiche Digitali). L’elemento che rende l’inganno particolarmente credibile è la presenza all’interno del testo di dettagli specifici, come la data e il luogo del presunto accertamento, che possono coincidere con località realmente visitate dalla vittima. L’obiettivo dei truffatori è indurre il cittadino a inserire i dati della propria carta di credito per sottrarre denaro. Le raccomandazioni del Comune e delle forze dell’ordine Il primo cittadino De Pellegrin e l’amministrazione comunale invitano alla massima attenzione e ricordano le regole fondamentali per proteggersi: Non cliccare mai sui link contenuti all’interno di SMS o email non richieste. Nessun invio diretto di pagamenti via SMS: la Pubblica Amministrazione e le Forze di polizia non inviano mai messaggi di testo per richiedere il pagamento diretto di sanzioni o contravvenzioni. Verifica sui canali ufficiali: per ricevere comunicazioni e notifiche ufficiali, certificate e sicure da parte degli enti pubblici, si raccomanda di utilizzare unicamente l’App IO, l’applicazione ufficiale dei servizi pubblici. Cosa fare se si è caduti nella trappola Blocco della carta: chiunque abbia già inserito i propri dati bancari sul sito truffaldino deve contattare immediatamente il proprio istituto di credito per bloccare la carta di credito o il conto corrente e impedire ulteriori prelievi. Denuncia: in caso di addebiti già effettuati o di furto di dati, è necessario rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine (Carabinieri o Polizia Postale) per sporgere regolare denuncia.
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