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di mirko mezzacasa
Tempo fa mi aveva telefonato un collega da una nota redazione giornalistica, quindi di una testata importante. Mi aveva chiesto informazioni su Toni Circelli, che non ho saputo dargli avendo perso i contatti. Non ricordo sia tornato in riva al lago. Ma il mio collega mi chiedeva informazioni in merito alle Olimpiadi. Infatti, mi ha accennato alla possibilità di un suo erede (un figlio) che gioca ad hockey, anche se con altro cognome. Poi però non ho saputo più nulla. Chissà forse da qualche parte è uscita la notizia Toni era noto ovunque nel mondo dell’hockey

Oggi Alessandra ci ha messo lo zampino. La prima foto di Tony Circelli era già da tempo negli archivi di Radio Più, in silenzio, come fanno le grandi storie in attesa del momento giusto. Oggi ne è arrivata una seconda. E a quel punto, come dire… la chimica era inevitabile. A metà degli anni Ottanta, Alessandra – come molti di noi – era una ragazzina. E Tony Circelli non era semplicemente un giocatore: era il mito. Difensore, canadese, forte, elegante sul ghiaccio e con quell’aria da campione che non aveva bisogno di presentazioni. Bastava il cognome. Facendo due conti, il risultato è matematico: foto d’archivio + ricordi adolescenziali + pista ghiacciata = nostalgia pura. Perché Circelli rappresentava un’epoca in cui l’hockey italiano faceva sognare, Alleghe lanciava campioni e il Bolzano vinceva scudetti, mentre sugli spalti e davanti alla radio cresceva un’intera generazione. Oggi, a distanza di anni, ritrovare quelle immagini non è solo un esercizio di memoria sportiva: è un piccolo viaggio nel tempo. E se la scintilla è scattata, il motivo è semplice. Quando eri giovane e Circelli giocava era il mito e il mito resta. Anche dopo.

Anthony Circelli, detto Tony, nato a Toronto il 18 novembre 1962, è un ex hockeista su ghiaccio canadese naturalizzato italiano che ha lasciato un segno profondo nell’hockey nazionale (fine carriere 1998). Difensore solido, affidabile e dotato di grande visione di gioco, Circelli è stato uno dei protagonisti dell’epoca d’oro dell’hockey italiano tra gli anni Ottanta e Novanta. Dopo gli inizi in Nord America in una lega minore, la Atlantic Coast Hockey League, Circelli approda in Italia a soli 22 anni. La svolta arriva con l’Alleghe Hockey Club, squadra che ne valorizza talento e personalità e che diventa la vera rampa di lancio della sua carriera. Con il club agordino disputa sei stagioni consecutive dal 1984 al 1990, entrando rapidamente nel cuore dei tifosi. Durante l’esperienza veneta ottiene la cittadinanza italiana e nel 1987 debutta con la Nazionale, avviando un lungo e prestigioso percorso in azzurro. A livello di club, Circelli prosegue la carriera ai massimi livelli: gioca per quattro stagioni ai Devils Milano (1990-1994), con cui conquista tre scudetti, e successivamente per i Mastini Varese. L’esperienza internazionale lo porta poi in Germania, nella Deutsche Eishockey Liga con i Wedemark Scorpions, e nel Regno Unito con i Cardiff Devils. Nell’ultima fase della carriera torna in Italia per disputare i play-off con l’HC Merano. Con la maglia della Nazionale italiana Circelli colleziona sette partecipazioni ai Campionati Mondiali, tra Gruppo B e Gruppo A, e prende parte a due Olimpiadi invernali: Albertville 1992 e Lillehammer 1994, eventi che rappresentano il vertice della sua esperienza internazionale. Conclusa la carriera agonistica, Circelli si trasferisce in Gran Bretagna con la moglie italiana, dove fonda la catena di locali “The Sports Café”. Dopo aver lasciato l’attività imprenditoriale, nel 2005 rientra in Canada, dedicandosi alla formazione e all’allenamento di squadre giovanili, continuando così a trasmettere la propria esperienza alle nuove generazioni. Una carriera internazionale, costruita con lavoro e continuità, che fa di Tony Circelli una figura di riferimento nella storia dell’hockey italiano.
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