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Dopo il caso del bambino di 11 anni lasciato a piedi lungo la tratta Calalzo–Cortina, costretto a percorrere circa sei chilometri a piedi in pieno inverno , l’associazione Giovani&Futuro interviene con una presa di posizione netta e formale, scrivendo alla Provincia di Belluno e chiedendo chiarimenti urgenti al consigliere delegato ai Trasporti Massimo Bortoluzzi. L’episodio, emerso nei giorni scorsi, sarebbe legato all’applicazione delle nuove disposizioni tariffarie introdotte in relazione al trasporto olimpico (ndr: la Provincia ha stanziato ieri 10.000 euro, questa la dichiarazione di Massimo Bortoluzzi: “Linea 30, dalla Provincia un fondo di 10mila euro per i residente nell’Alto Bellunese”). Secondo quanto riportato dal Gazzettino di Belluno di oggi a firma di Silvia Moranduzzo, il minore sarebbe stato fatto scendere dall’autobus perché in possesso di un biglietto chilometrico ordinario e non del nuovo titolo di viaggio previsto, nonostante la disponibilità della madre a pagare un’eventuale sanzione. «Esprimiamo la più ferma indignazione per quanto accaduto – dichiarano Luca
Frescura e Thomas Menia Corbanese, presidente e vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro –. Parliamo di un bambino che avrebbe dovuto affrontare sei chilometri a piedi nel tardo pomeriggio, con temperature rigide. È inaccettabile che un minore venga esposto a una situazione di potenziale pericolo per una questione puramente amministrativa». Secondo l’associazione, l’accaduto va ben oltre il concetto di disservizio: «Si tratta di una gravissima mancanza di responsabilità e di umanità. Nessuna procedura può prevalere sulla sicurezza e sull’incolumità di un bambino. Il trasporto pubblico deve garantire mobilità e tutela, non diventare un ostacolo per le fasce più fragili». Nella lettera inviata alla Provincia, Giovani&Futuro chiede inoltre chiarimenti sull’applicazione delle sanzioni previste dal contratto di servizio del trasporto pubblico locale nei confronti di Dolomiti Bus S.p.A., in particolare per corse saltate o modificate. Gli esponenti ricordano che, a giugno, era stata avviata un’istruttoria relativa al 2023 e chiedono se si sia conclusa e con quali risultati. «Se la stessa rigidità riservata a un bambino di 11 anni verrà applicata anche nella valutazione dell’operato del gestore – concludono – gli esiti dell’istruttoria potrebbero essere inequivocabili. Andremo avanti senza paura, anche a costo di restare isolati, sempre dalla parte di studenti, lavoratori e utenti». L’associazione ha infine espresso vicinanza al bambino e alla sua famiglia, ribadendo la disponibilità a raccogliere segnalazioni e disservizi da parte degli utenti del trasporto pubblico locale.
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