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BELLUNO Verso la nascita di un nuovo consorzio forestale in provincia di Belluno, “peccato che ancora una volta non riguardi le Prealpi e il nostro comprensorio”: l’associazione Belluno Alpina torna alla carica nel chiedere interventi di cura e manutenzione del territorio nel comprensorio Quantin-Ronce-Nevegal-Valmorel, e lo fa raccogliendo con soddisfazione quanto sta venendo avanti in questi giorni in Agordino. “Non possiamo che applaudire non solo la scelta, ma soprattutto la visione politica dei sindaci agordini che hanno capito da un lato come per la gestione del patrimonio forestale sia necessaria la collaborazione tra tutte le parti in gioco e dall’altro come boschi, foreste e prati in montagna abbiano bisogno di cura professionale e continua per garantire la sicurezza e il richiamo turistico”, commenta il presidente Gimmy Dal Farra. “Credo che questo sia il momento giusto per tornare ad affrontare la questione anche nel nostro territorio: anche le Prealpi sono montagna, e come tale hanno il diritto ad avere una manutenzione che garantisca la sicurezza non solo dei visitatori ma soprattutto dei suoi residenti. Non ci si può lamentare dello spopolamento delle terre alte e poi non raccogliere le opportunità, anche economiche, che una gestione professionale e coordinata può portare al territorio”, continua Dal Farra. A rafforzare la richiesta di Belluno Alpina, anche il sostegno del neo-assessore regionale alla montagna e alle foreste Dario Bond, che ha assicurato la disponibilità della Regione Veneto nell’affiancamento alla nascita del consorzio forestale agordino: “Già dalla scorsa legislatura regionale c’erano state dichiarazioni di possibile sostegno al consorzio del nostro comprensorio”, ricorda Dal Farra “e ora che possiamo contare anche su un assessore bellunese che ha già dimostrato le sue opinioni su questo tipo di azioni dobbiamo tornare a spingere sull’acceleratore e arrivare a concretizzare questa realtà, altrimenti l’abbandono dei borghi prealpini e di conseguenza della cura dei territori montani saranno l’inevitabile conseguenza. Come privati, siamo pronti ad affrontare questa sfida, confidando di poter contare sul sostegno regionale possibilmente anche sul piano economico con bandi dedicati; sono anni che puntiamo su questo tema, ma finora non si sono registrate quelle condizioni che invece ora paiono essere realtà”.
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