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Ieri, 5 marzo, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Belluno ha ricevuto una visita carica di memoria e significato. Valerio Calvi, figlio del capo reparto Umberto Calvi, uno dei soccorritori intervenuti dopo la tragedia del Vajont, ha consegnato alcuni cimeli legati a quei giorni drammatici.
Umberto Calvi partecipò alle operazioni di soccorso con la Colonna Mobile Lombardia, partendo dal Comando di Pavia e rimanendo impegnato a Longarone dal 10 ottobre al 23 dicembre 1963. Tra i materiali donati al Comando bellunese c’è una pubblicazione del 1996 del Distaccamento di Longarone, definito all’epoca “piccolo posto”, oltre a due cartoline che Calvi aveva inviato al padre Francesco durante la permanenza nei luoghi colpiti dalla catastrofe.
Per Valerio Calvi si è trattato di un momento particolarmente significativo, anche per il suo legame personale con il Corpo: è stato infatti ausiliario del 114° corso e ha prestato servizio anche come vigile temporaneo al Comando di Pavia. Suo padre Umberto, scomparso il 28 febbraio 2023, aveva svolto nel corso della carriera anche l’attività di sommozzatore, agli inizi di questa specializzazione nei Vigili del Fuoco.
La donazione rappresenta un gesto di grande valore simbolico, che contribuisce a mantenere viva la memoria di uno dei momenti più drammatici della storia italiana. La tragedia del Vajont resta infatti un capitolo indelebile nella storia del territorio e dei Vigili del Fuoco: un’emergenza nella quale soccorritori e superstiti lavorarono insieme per ricostruire la comunità di Longarone.
Proprio per ricordare quell’impegno collettivo, nel 60° anniversario della tragedia la comunità longaronese ha dedicato ai soccorritori il “Viale dei Soccorritori del Vajont”, un luogo simbolico che rende omaggio a tutti coloro che intervennero nei giorni successivi al disastro.







