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BELLUNO In seguito alle numerose segnalazioni provenienti da residenti e associazioni locali sull’aumento della pressione esercitata dai cercatori di funghi – spesso provenienti da altre regioni – i Carabinieri Forestali hanno intensificato, nelle ultime settimane, i controlli nei territori montani del Cadore e del Comelico. È stato infatti rilevato un preoccupante incremento di raccolte non conformi alla normativa vigente, spesso mostrate sui social media con immagini di raccolti abbondanti e irregolari, che contribuiscono a diffondere pratiche scorrette e dannose per l’ambiente, apparentemente prive di conseguenze. L’attività di vigilanza si è resa necessaria per tutelare l’equilibrio dell’ecosistema boschivo, in particolare nelle aree ricadenti nella Rete Natura 2000, soggette a vincoli idrogeologici e paesaggistici, e disciplinate dalla Legge Regionale n. 23/1996 in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi, organismi fondamentali per il mantenimento del suolo forestale e della biodiversità. Durante la stagione estiva, i Carabinieri Forestali dei nuclei di Auronzo di Cadore e di Santo Stefano di Cadore hanno effettuato oltre 85 servizi di controllo, identificando complessivamente 143 persone. Tra queste, 42 sono state sanzionate per violazioni legate principalmente alla raccolta in giornate di divieto, al mancato possesso del permesso, all’utilizzo di contenitori non idonei e al superamento dei limiti consentiti. La normativa regionale fissa infatti il limite massimo in 3 kg complessivi a persona, con un massimo di 1 kg per singola specie. L’ammontare complessivo delle sanzioni elevate in Comelico e Cadore ha superato i 10.500 euro. Complessivamente sono stati sequestrati circa 100 kg di funghi, perlopiù appartenenti alla specie Boletus edulis, comunemente conosciuti come “porcini”. I proventi delle sanzioni verranno ripartiti tra l’Unione Montana di riferimento e i comuni interessati, per essere successivamente destinati a interventi di manutenzione e tutela ambientale. Si ricorda inoltre che, per i non residenti nei comuni montani, la raccolta è consentita soltanto per tre giorni a settimana, secondo le disposizioni locali e previo acquisto del relativo permesso. Un’attenzione particolare è stata riservata alla Val Visdende, che nel mese di agosto ha registrato un’elevata affluenza turistica. In quest’area è stato attivato un servizio suppletivo di vigilanza montana,
durante il quale i Carabinieri Forestali hanno contestato anche 12 violazioni per transito non autorizzato di veicoli a motore su viabilità forestale, vietata per motivi legati alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Le sanzioni amministrative comminate ai conducenti ammontano complessivamente a 2.400 euro. Con il servizio suppletivo in Val Visdende, i Carabinieri Forestali hanno garantito non solo un’azione di controllo, ma anche un punto di riferimento per i frequentatori del Comelico – famiglie ed escursionisti amanti della montagna – confermando la costanza dell’impegno nella salvaguardia del patrimonio naturale e la capillare presenza sul territorio, finalizzata a garantire il rispetto delle norme ambientali, la sicurezza dei cittadini e una fruizione responsabile delle aree montane e forestali.
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