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CORTINA
Indagini serrate dopo la rapina da 300mila euro alla gioielleria Cacciari Salvati in pieno centro a Cortina. Due uomini, a volto scoperto, mercoledì mattina hanno suonato il campanello, minacciato la commessa con una pistola e spaccato le vetrinette, portando via orologi e gioielli. Nessun ferito, ma la donna è ancora sotto choc. La banda è fuggita su un’auto rubata con targa italiana contraffatta, poi abbandonata a Crignes per proseguire su un secondo mezzo più “pulito”. All’interno del primo veicolo i carabinieri avrebbero trovato tracce di sangue, forse del rapinatore ferito durante il colpo: un indizio che potrebbe rivelarsi decisivo. Polizia e carabinieri stanno analizzando telecamere, impronte e ogni reperto utile, mentre si teme che i malviventi siano già all’estero.
RAPINA A CORTINA, GIOIELLERIA ASSALTATA IN PIENO CENTRO. RITROVATA L’AUTO DEI MALVIVENTI
Cortina si scopre vulnerabile proprio alla vigilia dell’evento mondiale che avrebbe dovuto consacrarla sicura e scintillante.
Rapina a mano armata ieri mattina a Cortina, in pieno centro lungo corso Italia. Due uomini, descritti come dell’Est, sono entrati nella gioielleria Cacciari Salvati attorno alle 10.30, puntando la pistola contro l’unica commessa presente e immobilizzandola. Armati anche di un oggetto contundente, hanno frantumato espositori e vetrine, riempiendo i borsoni con gioielli per un valore stimato tra i 250 e i 300 mila euro.
All’esterno li attendeva un terzo complice a bordo di un’auto risultata rubata e poi abbandonata poco distante, nella piazzetta sotto il bar Lovat. Il colpo è stato fulmineo e silenzioso: nessuno, dalla strada, si è accorto di nulla fino alle grida della commessa, sotto choc, una volta che i rapinatori erano già dileguati.
Carabinieri e polizia sono intervenuti immediatamente, effettuando rilievi scientifici e acquisendo immagini dalle telecamere di sorveglianza, rinnovate di recente in vista delle Olimpiadi. È la prima rapina armata in un negozio del centro di Cortina di cui si abbia memoria e il clima, già appesantito da fatti recenti come un tentato femminicidio e un operaio morto in un cantiere, contribuisce a far percepire un 2026 iniziato sotto una cattiva stella.
Un dettaglio emerso dalle testimonianze alimenta il sospetto di un piano premeditato: il giorno prima alcune persone erano state viste filmare con insistenza le vetrine della gioielleria. Forse curiosi, forse complici in sopralluogo: lo diranno le indagini. Nel frattempo,
DI TIZIANA BOLOGNANI, DALLE ANTICIPAZIONE DEL TELEGIORNALE DI ANTENNA 3
PER LE TRE RADIO BARBARA PAOLAZZI







