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LE DICHIARAZIONE DELLA UIL VENETO
“Saranno le indagini a stabilire le cause della morte del vigilante scomparso nella notte tra l’8 e il 9 gennaio in un cantiere delle Olimpiadi a Cortina d’Ampezzo. Le uniche cose che sappiamo sono che il lavoratore era impegnato in un turno notturno, all’aperto, in condizioni climatiche rigide e che – secondo i familiari – aveva più volte manifestato preoccupazione per le condizioni di lavoro. Attendiamo quindi il lavoro degli inquirenti e il risultato delle indagini. Certamente sarebbe estremamente grave se il 55enne avesse pagato con la morte il senso del dovere. In attesa dei necessari chiarimenti, ci stringiamo ai familiari della vittima, colpiti da un così grave lutto”. Lo dichiara il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo.
LE DICHIARAZIONI DELLA CIGL
La FILCAMS CGIL BELLUNO e la CGIL di BELLUNO attraverso le parole di Alberto Chiesura e Denise Casanova esprimono massimo cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto mentre era in servizio a Cortina nella vigilanza dei cantieri olimpici. “Deve essere fatta massima chiarezza su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità di questa ennesima tragica morte sul lavoro. La magistratura farà giustamente il suo corso, anche rispetto alle numerose segnalazioni che sembra il lavoratore avesse fatto rispetto alle condizioni di lavoro. Quello che preme sottolineare è che ancora una volta il faro è puntato sul settore della vigilanza privata dove si continua a lavorare spesso in condizioni critiche con turnazioni esasperate, in condizioni ambientali sicuramente non agevoli e senza spesso dotazioni strumentali adeguate rispetto ai servizi richiesti” continuano Chiesura e Casanova. “Sono numerose le vertenze che abbiamo aperto nel settore nella nostra provincia nel corso degli ultimi anni, concentrate proprio sulla fondamentale questione salute e sicurezza dei lavoratori, coinvolgendo tutti gli organismi pubblici di controllo preposti, dallo Spisal all’Ispettorato del Lavoro.” continuano Chiesura e Casanova. “Mancano poche settimane all’inizio dell’evento olimpico” concludono Chiesura e Casanova “molti cantieri devono essere ancora chiusi e nel corso degli ultimi anni abbiamo visto quei cantieri aperti 24/7 e portati avanti con qualsiasi condizioni meteorologica. Va mantenuta alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro e deve essere garantita la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sino a che l’ultimo bullone verrà smontato al termine dell’evento olimpico.”







